Nel settore del ciclo, il 2018 è stato, senza dubbio, uno degli anni di maggior difficoltà attraversato dalle manifestazioni fieristiche, a dispetto di un mercato rimasto, a livello europeo, sostanzialmente positivo e capace di scontare meno di altri comparti gli effetti di una crisi economica lunga quanto complessa. 

Malgrado ciò la tradizionale formula della fiera come indispensabile vetrina necessaria alle aziende per mettere in mostra la propria produzione, lanciare le novità per la stagione alle porte e raccogliere il consenso di pubblico e rivenditori, non sembra più in grado di mantenere il suo appeal.

Segnali di sofferenza in tal senso si erano già evidenziati nel tempo con la progressiva rinuncia a partecipare da parte di alcune aziende come Canyon, Trek, Specialized, Pinarello, Bianchi, sempre più indirizzate alla creazione di propri momenti di incontro con la rete per la presentazione di novità e strategie commerciali.

Eurobike ©eurobike
Eurobike ©eurobike

In che direzione si sta andando

L’anno appena trascorso è stato così caratterizzato da un susseguirsi di tentativi delle principali organizzazioni di fiere ed eventi di individuare nuove formule in grado di catturare gli espositori convincendoli della bontà di proposte spesso improntate, però, ad una discontinuità con il passato più formale che sostanziale, più finalizzata a mantenere i budget degli espositori che a comprendere il fenomeno di una disaffezione ormai profonda.

Molto spesso si è cercato di agire sulle date, anticipando o posticipando l’evento fieristico senza tenere in debito conto le esigenze di programmazione e stagionalità delle aziende, altre volte si è cercato di agire sui contenuti privilegiando ora gli operatori, ora il grande pubblico dei visitatori.

I risultati dicono che Eurobike, la più importante fiera europea della bici, ha dichiarato chiusa l’esperienza di anticipo a luglio percorsa nel 2018, annunciando il ritorno alle date tradizionali di inizio settembre, per l’anno in corso. 

Eurobike ©eurobike
Eurobike ©eurobike

Malgrado il fatto che gli organizzatori abbiano più volte ribadito che intendono “difendere” la loro fiera dalla trasformazione in un grande evento consumer, salvaguardando quell’ambiente da Academy che così tanti consensi ha raccolto nel recente passato da aziende e rivenditori, ha, però, deciso il ripristino di una giornata dedicata al pubblico in considerazione del calo di presenze registrato dalla precedente impostazione che limitava l’ingresso ai soli operatori.

Più radicali le scelte di Interbike, da anni punto di riferimento certo per il continente americano e delle tendenze di settore per l’intero mondo del ciclo, che, in sintonia con quanto accade in Europa, ha cancellato sino al 2020 la sua presenza dal calendario fieristico in attesa di individuare una nuova formulazione che parta dal cambiamento del mercato e del suo pubblico. Formula che al momento non sembra sia stata ancora trovata.

Restando a livello nazionale, si devono registrare i tentativi compiuti da nuove iniziative come ad esempio, l’Italian Bike Festival di Rimini, di proporre un nuovo format capace di staccarsi da quello della fiera tradizionale per sposare il concetto di evento realizzato per il pubblico più vasto. La prima edizione, ancorché a ingresso gratuito, ha raccolto 25.000 visitatori stimati, numeri incoraggianti per una manifestazione focalizzata su test di prodotto ma ancora lontani dall’ultimo valore certificato di pubblico affluito (circa 60.000 visitatori) ad una fiera allestita ed organizzata in un complesso convenzionale.

eurobike 2019
Eurobike 2018 – A1: EGO Movement

Il ritorno di Cosmobike

Un discorso a sé lo merita Cosmobike, la manifestazione veronese che si era accreditata negli ultimi anni come la più autorevole candidata a costruire un’alternativa nazionale alle grandi fiere internazionali di settore.

Dopo aver rinunciato alla sua vetrina l’anno scorso, ha appena firmato il suo ritorno il 16-17 febbraio scorso, scontando la perdita di alcuni espositori ma gratificata da un buon riscontro di pubblico. 

Circa 32.000 visitatori, infatti, nei due soli giorni previsti dagli organizzatori, hanno potuto seguire numerosi eventi con protagonisti soprattutto i grandi eroi del ciclismo, essere coinvolti direttamente in prove e test su pista, approfittare delle aperture serali con dj-set. 

Tutti eventi che hanno costituito l’ossatura del nuovo format pensato per la rassegna che desidera così unire il momento espositivo a quello informativo attraverso convegni e talk show, a quello più “esperienzale” volto a far vivere allo spettatore le sensazioni e le emozioni che da sempre animano e differenziano la passione per la bicicletta.

Una linea che certamente necessita di ulteriori verifiche ma può presentarsi come un valido compromesso tra la trasformazione della fiera in un evento principalmente diretto al pubblico dei consumatori ed il mantenimento dei suoi contenuti di esposizione specializzata. Il contributo delle aziende appare però necessario.

fiera verona CosmoBike Show
Credit: Fiera Verona CosmoBike Show Foto Ennevi

Cambia il modo di comunicare

Ed è proprio il recupero del consenso delle aziende uno dei principali obiettivi che le nuove proposte dovrebbero, a mio parere, perseguire cercando di cogliere le profonde trasformazioni evidenziate negli ultimi tempi dal mondo della comunicazione.

Gli eventi fieristici, da sempre forma di comunicazione privilegiata del produttore che desidera portare a conoscenza del cliente, inteso sia come utilizzatore finale che intermediario di vendita, le caratteristiche dei suoi prodotti e la specificità del suo marchio, per assolvere al proprio ruolo devono rispondere a modelli coerenti con una società in continuo divenire.

E’ innegabile che le modalità per dare visibilità o stabilire relazioni, nei nuovi contesti sociali che si vanno continuamente definendo, si sono radicalmente ampliate offrendo un ventaglio di scelte competitive anche sul piano economico. 

Eurobike ©eurobike
Eurobike ©eurobike

Basti pensare alla facilità con cui l’utilizzo di strumenti web o social consenta oggi ad un’azienda di mantenere il costante rapporto con i propri dealers, presentare ed aggiornare le caratteristiche dei prodotti comunicandole in tempo reale, creare eventi virtuali a cui far partecipare gli operatori interessati, realizzare programmi d’aggiornamento formativo, raccogliere ed elaborare le opinioni degli utilizzatori.

Il costante sviluppo di strumenti alternativi alle fiere impone pertanto una loro ridefinizione in termini di specializzazione e di offerta di servizi a maggior valore aggiunto. Non quindi la semplice vendita di spazi espositivi ma piuttosto la definizione di una proposta in grado di valorizzare il mondo e le sensazioni che ruotano intorno al prodotto, arricchita da una componente esperenziale che, come riconosce la stessa Associazione Espositori e Fiere Italiane in un suo documento, è ormai diventata un must sempre più forte dell’offerta fieristica.

 In questo contesto, specializzazione e servizi, unitamente a nuove forme di comunicazione integrate con il web, potrebbero restituire alle fiere un ruolo essenziale per continuare a rappresentare un indispensabile mezzo di presentazione e vendita dei prodotti, di avvicinamento soprattutto fisico del prodotto al consumatore, di internazionalizzazione del settore.

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