Chi i capelli li ha ormai bianchi ricorda con nostalgia il tempo in cui Milano era il centro espositivo delle due ruote in Europa e si alternava in questo suo ruolo con Colonia. Le due città, un anno l’una, un anno l’altra, diventavano meta di appassionati ed operatori a cui davano l’opportunità di vedere e toccare le ultime novità e stringere accordi per la prossima stagione di vendita.

Poi i tempi sono cambiati, Milano e Colonia  sono state derubricate nell’interesse di espositori e pubblico da Eurobike, la fiera che, malgrado le difficoltà logistiche insite nella sua collocazione in un piccola città sul lago di Costanza come Friedrichshaffen, è stata capace di evolvere negli anni la sua formula calamitando sempre più vasti interessi e consensi.

L’Italia, storica culla per tradizione e cultura del ciclismo e, ancor oggi, prima nazione del Continente per numero di unità prodotte, si è dapprima affidata all’intraprendenza di Padova Fiere per creare con ExpoBici una nuova alternativa nazionale proprio in quel nord est che da sempre contribuisce allo sviluppo della bicicletta con la creatività delle sue aziende e la diffusione d’uso.  Successivamente è aggiunta la proposta di Verona Fiere con CosmoBike Show, manifestazione che negli ultimi tre anni ha raggiunto e superato la soglia dei 60000 visitatori con oltre 350 espositori.

 

 

Il successo delle due manifestazioni però recava la firma dello stesso staff, ideatore prima della rassegna padovana e poi traslocato sulle rive dell’Adige a far grande la città scaligera. Da qui l’inizio di una lunga vertenza tra le due organizzazioni con richieste al Tribunale di sequestri e risarcimenti milionari.

Cosmobike ed Expobici: la fine delle ostilità

Improvvisamente però, lunedì 13 marzo, con un comunicato congiunto di poche righe ed avaro di spiegazioni i rispettivi enti fiere di Padova e Verona hanno deposto le armi annunciando la fine della battaglia legale che li ha contrapposti per ben tre anni e la chiusura di ogni contenzioso, che pur era arrivato alla richiesta di ben 20 milioni di euro da parte di Padova.

Gli appassionati e gli operatori, sino ad oggi costretti a dividere presenza e, soprattutto questi ultimi, budget tra le due manifestazioni, possono tirare un sospiro di sollievo anche perché il sopraggiunto accordo, come recita il comunicato ufficiale, è stato ottenuto individuando “a beneficio dei propri clienti e del mercato di riferimento, alcune opportunità di collaborazione che saranno sviluppate nel breve-medio termine.

 

 

Nessun ulteriore dettaglio è stato fornito ed è, al momento, risultato vano ogni tentativo di approfondimento diretto. Indubbiamente però occorre considerare, come riporta il Corriere della Sera, il momento di difficoltà che attraversa Padovafiere, controllata dal gruppo francese GL Events SA, i cui marchi principali, tra cui la stessa ExpoBici, sono stati pignorati dalla Geo, società che gestisce il quartiere fieristico per questioni di crediti non risolti. Inoltre, gli interessi del gruppo francese sembrano essersi spostati in altre aree del paese, come Torino dove controlla gli eventi del Lingotto, mentre Comune, Provincia e Camera di Commercio di Padova hanno manifestato la promessa di investire direttamente nel rinnovamento della fiera di cui già controllano la proprietà dei padiglioni.

L’evoluzione di Eurobike

Eurobike, la fiera di riferimento per l’intero mondo della bici in tutta Europa e non solo, nel frattempo è alla ricerca di una ancora più precisa identità che le consenta di restare al passo con un mercato sempre più mutevole.

Le fiere infatti sembrano aver esaurito il loro ruolo meramente espositivo di nuovi modelli per il pubblico o di tradizionale appuntamento commerciale per la rete di vendita.  Si cercano pertanto nuovi contenuti che portino ad una partecipazione più coinvolgente sia dei visitatori che degli operatori commerciali.

Non a caso Eurobike ha già annunciato per l’edizione 2018 la volontà di operare per focus tematici dando la possibilità agli espositori di gestire eventi specifici e forum per i clienti, agenti, media nei giorni precedenti l’esposizione.

 

 

Ma la vera novità è quella di collegare l’evento fieristico alla necessità di formazione espressa dal settore, formazione intesa come aggiornamento tecnico sulle nuove tendenze e sulle metodologie di vendita.

In quest’ottica è nato l’Eurobike Academy On Tour consistente in una serie di appuntamenti specializzati per i rivenditori del settore, itinerante e che, alla sua prima edizione, ha toccato 5 città tedesche con oltre 300 laboratori su diverse tematiche organizzati da primari marchi dell’industria del ciclo.

Un modo diverso per estendere i confini e gli obiettivi dell’evento fieristico che tende così a proporsi come punto di incontro delle nuove esigenze presenti sul mercato.

Un modo che anche le altre fiere dovranno necessariamente considerare per non essere costrette a continuare ad inseguire.

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