Letteralmente “accordare”, il tuning è un operazione che ha più a che fare con l’arte che con la meccanica, o, per meglio dire, fa della meccanica un’arte. L’arte di interpretare e di realizzare le richieste e le esigenze del proprietario e del proprio mezzo. Si può richiedere un tuning per varie ragioni, per un upgrade di una bici comprata con allestimento base, per svecchiare una bici “agee” o per adeguare la bici senza sostituirla alle nostre mutate esigenze. 

Questo tipo di intervento può essere a volte lungo e complesso, e di solito coinvolge non soltanto il mezzo ma come dicevamo anche e soprattutto il suo proprietario, che definisce sia antropometricamente che concettualmente le prestazioni che vorrebbe dalla propria bici. Prestazioni che variano molto dall’uso che se ne fa, in quali condizioni, per quale motivo: tutti punti che vanno discussi con il proprio “tuner”.

Se volessimo anche noi fare un tuning a chi dobbiamo rivolgerci? Ne abbiamo parlato con Luca, socio fondatore di Bicircolo, un’associazione ciclistica genovese che si occupa anche di tuning.

Tuning bici

Ciao Luca, ci potresti descrivere cosa sia il tuning?

Luca: «Dall’inglese “regolazione” o “messa a punto”, il termine è mutuato dalle “hot rod” a stelle e strisce degli anni ’60: sta ad indicare, nel nostro settore, la possibilità di modificare la bici per meglio farla rispondere alle nostre esigenze e al nostro carattere e gusto; esistono quindi tre tipi di tuning: estetico, ciclistico ed elettromeccanico».

 

Perciò è differente dalla customizzazione..

L: «Sì. Mentre il tuning si riferisce principalmente a modifiche volte ad un incremento di valori già intrinseci nel mezzo (prestazioni, autonomia, estetica), la customizzazione è una vera e propria personalizzazione che interessa elementi più caratteristici del mezzo (telaio, forcella) e che non necessariamente valorizza ma può, anzi, stravolgere i valori intrinseci del mezzo (ad esempio una BDC o una MTB riadattata all’uso su strada). C’è poi da dire che i settori marketing delle case madri sono bravissimi ad individuare le tendenze fra le custom bike per creare nuove nicchie commerciali (mi vengono in mente le ibride e le gravel, nate appunto dagli adattamenti di BDC e MTB agli usi di cui sopra)».

Tuning bici
E sono molte le persone che richiedono un tuning?

L: «Essendo la bici un mezzo minimale è importante che ogni elemento presente sia necessario, utile e conforme alle nostre esigenze: questo porta il ciclista verso il tuning ad una velocità proporzionale al numero di ore passate in sella. Includendo nel tuning la sostituzione pneumatici con altri maggiorati (o antiforatura), la maggiorazione dell’impianto frenante, la sostituzione di elementi strategici per il confort quali sellino, manopole, manubrio, pedali o che sia l’aggiunta di elementi utili per la sicurezza o la circolazione su strada (impianto luci, parafanghi, rifrangenti, campanello), possiamo dire che ogni sostituzione di elementi sottoposti ad usura con altri diversi dagli originali trattasi di tuning. Se per questo intendiamo il tuning prestazionale in senso stretto (aumento di potenza o di autonomia) conterrei per mia esperienza la percentuale sotto il 20% dei ciclisti».

 

Forse per questioni di prezzo? Quanto costa un tuning medio?

L: «Il costo di un intervento dipende principalmente dalla sua natura. Il classico cambio gomme può contenere il costo entro qualche decina di euro, a seconda del modello, il prezzo di un manubrio può variare da 15 a 150 euro, un tuning profondo, ad esempio il passaggio da 24 a 36 volts, con sostituzione di batteria, centralina e caricatore – nel caso in cui il motore lo ammetta – è un intervento da qualche centinaia di euro, le discriminanti in questo caso sono principalmente chimica, scarica e capacità della batteria». 

Tuning bici

Niente di economicamente troppo proibitivo quindi. Ma a chi devo rivolgermi?

L: «Che sia ricreazionale o da diporto la bici è comunque un mezzo di trasporto e tale dignità merita nel momento delle cure e delle modifiche. E’ importante affidarsi a chi ha le competenze e l’attrezzatura necessaria per fare si che le modifiche non diventino una nota dolente andando ad inficiare la stabilità ed affidabilità del sistema».

Anche perché è importante essere sicuri di restare entro le direttive previste, avere cioè sotto ai piedi un mezzo di trasporto  “legale”..

L: «Se per “legale” intendiamo “omologata all’uso su strada sul territorio italiano ed equiparata ad una bicicletta muscolare” il tuning non inficia nessuna delle tre condizioni poste a limite dal C.d.S., ovvero che l’assistenza termini a 25 km/h (tolleranza +10%), che l’avviamento del motore sia innescato e mantenuto dalla pedalata del ciclista e che il motore esprima una potenza nominale non superiore a 250W».

Tuning bici

Si può fare su ogni bicicletta?

L: «Un affinamento/miglioria delle prestazioni è possibile praticamente su ogni mezzo. Come sempre, la cosa strategicamente importante, prima di avviare un’attività di questo tipo, è sapere cosa si va cercando con l’intervento in modo da orientare le risorse disponibili al soddisfacimento dei bisogni reali senza lasciarsi incantare da stereotipi e mode di turno.

Il tuning è un intervento che può migliorare di molto il vostro rapporto con la bicicletta, sia per quanto riguarda le performance che il confort di guida. Vale la pena provare a contattare una officina che opera nel settore, prima di demoralizzarsi o di tentare con un fai-da-te che spesso può creare più problemi che soluzioni».

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