La sella Pasqualini è una delle più “estreme” nel panorama delle sedute definite “anti-prostatite”: definibile come la sella ischiatica per eccellenza, è frutto di un accurato studio che integra misure antropometriche e design.

 

La giusta sella per ogni ciclista: un vero dilemma

La sella di una bicicletta è forse l’elemento più personale e indefinibile di tutto il mezzo. Esistono diverse teorie supportate da altrettante valutazioni antropometriche e biomeccaniche che forniscono indicazioni su quale sia la sella più adatta al nostro fisico; purtroppo però ancora nulla è più attendibile delle sensazioni che percepiamo quando vi sediamo sopra. Certamente le regole pensate per trovare l’esatta postura in funzione della giusta sella sono informazioni che si fondano sullo studio scientifico del problema e sono utili nella maggior parte dei casi: come sappiamo, però, la certezza al 100% non esiste e il corpo umano è ancora in gran parte un mistero.

sella pasqualini
photo credit: christian.grelard Ancient hand brake on a bike in Amsterdam. via photopin (license)

Un grande filosofo del secolo scorso, nella sua ultima intervista da vivo, lasciava alle future generazione questo consiglio: “Quando state studiando un qualsiasi argomento, chiedete sempre a voi stessi soltanto questo: quali sono i fatti?”. I fatti, tornando al contesto molto meno solenne di cui ci occupiamo, dicono che alcuni ciclisti lamentano a lungo andare problemi nell’area perineale. A cosa ciò può essere dovuto? La risposta più logica abbraccia due possibilità: o il problema riguarda il supporto su cui poggia il corpo, oppure, all’inverso, si tratta di una intrinseca e totalmente personale condizione dello stesso. Intendo dire che non siamo tutti uguali, i rapporti tra gli arti, le distanze, le dimensioni che possono avere ossa, organi, ghiandole, ecc. sono diverse per ogni soggetto, e va da sé che questa specificità mal si concilia con delle interfacce solide, che sono invece fisse e standardizzate.  

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Anche in quanto a selle, di strada ne è stata fatta dai tempi della Draisina… – photo credit: maxguitare1 Draisienne via photopin (license)

 

Selle anti-prostatite: una diversa filosofia di seduta

Dato che per il bene di tutti è meglio non lasciare indietro nessuno, è giusto pensare soprattutto a quelle porzioni di un gruppo più delicate e minoritarie. Per evitare che diverse persone abbandonino sconsolate la bicicletta, molte aziende hanno da parecchio tempo sviluppato e prodotto le cosiddette selle anti-prostatite, anche se personalmente ritengo che il termine sia riduttivo e fuorviante in quanto nell’area perineale non risiede soltanto la prostata (senza contare la declinazione esclusivamente maschile del problema).

selle san marco Aspide Superleggera Narrow
La forma della sella: semitonda e dal profilo curvo, un esempio è la Aspide Superleggera Narrow di Selle San Marco

L’argomentazione su cui si basa il concetto di queste selle si fonda sull’idea che la zona adibita per sedersi sia quella dei glutei e delle ossa ischiatiche e non il perineo. Anche in questo caso mi sento di condividere tale ragionamento, consapevole di quanto sia soggettiva la questione. E’ fuor di dubbio infatti che sia certamente meglio poggiare il peso sulle ossa anziché su di un tessuto molle che contiene una miriade di innervazioni. I bagni derivativi ad esempio sono una tecnica di massaggio che ha approfondito il ruolo di questa parte del nostro corpo e sono un buon punto di partenza per conoscerla meglio, anche se, dobbiamo dirlo, risultano ancora privi di validità scientifica. 

Le selle anti-prostatite sono caratterizzate da una bucatura centrale che dovrebbe diminuire la pressione nell’area perineale scaricandola verso l’esterno. Negli anni sono state prodotte selle sempre più performanti in tal senso, in cui questa asola cominciava a guadagnarsi fette sempre maggiori di spazio. 

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La forma della sella: tonda e dal profilo curvo, un esempio è la fi’zi:k Aliante R3 Open Large

La sella Pasqualini: design e sostanza

Una delle più “estreme” in questo particolare panorama è la Sella Pasqualini. Qui il design ribalta completamente il concept dominante nelle sedute ciclistiche, spostando i punti d’appoggio direttamente sulle ossa ischiatiche grazie a dei precisi calcoli che il suo inventore ha condotto nel corso del tempo e dopo lunghe sperimentazioni.

Quando l’ho vista su internet sono rimasto molto colpito dalla sua forma, poiché sembrava una sella al contrario, dove il vuoto si materializzava rispetto al pieno a cui siamo abituati. Ho cominciato ad approfondire l’argomento e alla fine ho ritenuto che poteva essere interessante provare la sella e fare alcune domande al suo creatore.

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La sella Pasqualini – Courtesy of sellepasqualini.com

Aureliano Pasqualini è l’architetto friulano papà di questa invenzione, che da lui prende per l’appunto il nome. Ancora adesso, nonostante l’età, usa sa spesso la bicicletta pur non essendo il classico ciclista amatoriale che esce con regolarità; tuttavia un giorno, quasi per caso, ha cominciato a studiare il problema delle selle con un approccio non solo fisiologico, ma anche architettonico, ed è questa sintesi che secondo me rende interessante il prodotto.

 

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