Chi pensa che Pamplona sia solo la città della corsa dei tori, si sbaglia: da adesso è anche la città spagnola dotata di un corpo di polizia ciclistica. Già, non di vigili che usano la bicicletta tra gli altri mezzi di trasporto, bensì poliziotti dedicati alla mobilità ciclabile.

In vista dell’istituzione di una vasta “zona 30” nel centro della città, la municipalità di Pamplona ha deciso di istituire un corpo di polizia che si occupi proprio della convivenza tra auto, ciclisti e pedoni.

La polizia della bicicletta

Più che polizia in bicicletta, sarebbe corretto parlare della pattuglia presentata nei giorni scorsi come di una polizia della bicicletta.

Il corpo, un distaccamento dei locali vigili urbani, è composto da 8 militi, rigorosamente dotati di bici con livree ed equipaggiamenti speciali, e si occuperà di pattugliare le diverse aree del centro della città spagnola.

Pamplona conta poco meno di duecentomila abitanti, ed è il principale centro della Navarra, una delle comunità autonome della Spagna: in Giugno scatterà l’applicazione di una estesa zona con limite di velocità a 30 km/h, cui la municipalità preferisce guardare in anticipo.

Secondo il motto “prevenire è meglio che curare”, la pattuglia di polizia ciclistica avrà il compito di  vigilare sul rispetto del codice della strada da parte di pedoni, ciclisti ed automobilisti con particolare attenzione ai contenziosi che riguardano proprio i pedalatori urbani.

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Photo via Ciclosfera.com

L’utilizzo della bicicletta permetterà alle pattuglie di muoversi esattamente come si muovono i ciclisti urbani, accedendo più facilmente alle stesse aree, spesso chiuse al traffico veicolare.

I poliziotti dovranno dare il buon esempio, educando la cittadinanza di Pamplona al corretto utilizzo degli spazi pubblici.

Pattugliamenti sostenibili a Pamplona

Altro intento del municipio di Pamplona è quello di limare l’impatto ambientale ed economico dei suoi corpi di polizia.

Oltre ad aver intelligentemente predisposto una pattuglia pronta ad intervenire su tutte quelle esigenze che la nuova limitazione di velocità verrà a creare, iniziando per tempo a farla diventare familiare alla cittadinanza, Pamplona punta sull’efficienza.

I corpi ciclistici costano meno in termini di infrastruttura, veicoli, equipaggiamenti e, soprattutto, energia e manutenzione: certo, ai poliziotti “a pedali” verrà senz’altro più appetito che ai colleghi seduti in macchina, ma il confronto con la benzina non regge.

Non da ultimo, v’è l’esempio in termini di sostenibilità che una squadra di polizia in bicicletta può dare, sdoganando la bici come veicolo per gli spostamenti urbani e promuovendo una mobilità del tutto “a zero emissioni”.

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