Un Amish in bicicletta elettrica è una contraddizione in termini: eppure la Contea di Holmes, nello Stato americano dell’Ohio, nota proprio per essere una delle due regioni popolate dai discendenti della minoranza religiosa che ebbe origine in Svizzera nel Cinquecento, oggi è alle prese con le ebike.

O, meglio, con la domanda amletica: «Che cos’è una ebike?»

Già, perché anche nel cosiddetto Amish Country, altro nome di Holmes, con il 42% della popolazione fedele ai rigidi dettami della varie correnti Amish, la bicicletta a pedalata assistita sta diventando abbastanza diffusa da generare discussioni sulla sua natura.

Bicicletta o moped?

Questa è la domanda: sotto che casella si mette il termine ebike? Il problema nasce – come ovunque la bici elettrica faccia capolino – perché le ebike sono biciclette ma hanno anche un motore.

Le legislazioni nazionali di tutto il mondo sono dunque costrette ad aggiornarsi, cosa non sempre rapida e, spesso, stimolata solo da una necessità impellente. Come questa.

 

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La familiarità che la bicicletta elettrica sta acquisendo tra l’utenza della seconda contea per popolazione Amish, propone l’insorgere di un classico menù fatto di lamentele, da parte di chi non le usa, ed eccesso di confidenza, da parte di chi ne ha una.

Così ci si rivolge al Codice della strada, che in questo caso si esprime manicheamente dividendo il mondo delle due ruote a metà (semplificando molto): con o senza motore.

Peccato gli stessi uomini del locale sceriffo siano concordi nell’osservare che il Code parli di potenze minime e che le ebike stanno ampiamente al di sotto di esse. Dunque sono considerabili come normali biciclette.

La comunità non le considera biciclette e basta

Eppure, a leggere quanto emerge da un’inchiesta del TimesReporter, è proprio buona parte della gente comune che non vede nelle ebike delle semplici biciclette.

Va tenuto conto che negli Stati Uniti sono legalmente utilizzabili in strada bici elettriche che raggiungono le 20 miglia orarie, ossia i 32 km/h, e non sono rare le speed ebike che toccano i 45 km/h. Si tratta dunque di mezzi che, a dispetto dell’apparenza, possono essere forieri di problemi ben diversi di quelli che tipicamente interessano le biciclette tradizionali.

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La stessa polizia locale parla della necessità di “educare” gli utenti: la bicicletta elettrica non sarà forse un moped a tutti gli effetti, ma, a differenza della classica bicicletta, si può dire “a che velocità va” e non “quanto forte sta pedalando”, come hanno alcuni sottolineato alcuni ufficiali.

Il tema dell’inadeguatezza di molti codici stradali nei confronti di questa nuova categoria di mezzi di trasporto resterà ancora attuale finché non sarà trovata una soluzione, con buona pace degli Amish.

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