Pedalare per vie trafficate può, a volte, somigliare ad un mix di percorsi ad ostacoli e prove di resistenza. Esiste dunque un allenamento del ciclista urbano? 

La risposta è no e sì al contempo: esistono tanti aspetti da tenere in considerazione e, se possibile, da esercitare.

Strade e centri città possono nascondere insidie anche dove non ci se lo aspetta, dunque, se per affrontare un trail pensiamo di dover essere preparati, perché per pedalare in mezzo alle auto non dovremmo esserlo?

Ecco una serie di spunti di base sui quali lavorare o, per lo meno, da tenere sotto controllo.

allenamento del ciclista urbano

Riflessi da Cavaliere Jedi

Se esistesse un allenamento del ciclista urbano, di sicuro non potrebbe prescindere dai riflessi.

Per definizione essi sono la risposta del sistema nervoso periferico all’insorgere di un pericolo inaspettato: già da queste parole vengono in mente almeno un paio di esempi classici di vita vissuta in città.

allenamento del ciclista urbano

Al fine di non farsi cogliere impreparati da repentine svolte senza freccia o dal classico gatto che ci taglia la strada, mantenere in buon esercizio la visione periferica è consigliabile.

Come? Indirettamente agiscono positivamente su di essa il riposo (va da sé che siete più reattivi dopo una bella dormita), molti giochi di squadra in particolare modo con la palla e, perché no, anche i videogame. L’importante è non esagerare.

 

Resistenza da passista

Insomma, anche se non vi sembrerà, il conto dei chilometri percorsi in città può non essere banale. Nell’allenamento del nostro ciclista urbano la resistenza gioca un ruolo fondamentale: è la riserva che vi garantirà di raggiungere le vostre mete, di affrontare cambi di pendenza e di non rimanere “spompati” dopo un improvviso scatto.

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photo credit: Antonio Cinotti  Gran Fondo Strade Bianche via photopin (license)

Se avete la fortuna di pedalare in una città con delle buone piste ciclabili, probabilmente i vostri spostamenti saranno a passo più costante di chi è costretto a “scappare” dai bus e a sgattaiolare tra vicoli, salite e discese.

Certo, se avete modo di fare un’attività fisica, come la corsa, che vi aiuti a fare fiato e gamba, come si suol dire, ben venga, ma di per sé il miglior consiglio è di iniziare a pedalare e non smettere più. 

Tutti avranno notato come migliori la forma fisica usando la bicicletta anche come semplice mezzo di trasporto: per aumentare la resistenza in uso urbano, l’importante è usarla con costanza. Basta auto, insomma!

 

Non dimenticare lo stretching

Usare la bici per andare al lavoro fa pensare a molti di non stare facendo sport. Ok, l’approccio è diverso, ma andatelo a spiegare ai vostri muscoli!

allenamento del ciclista urbano

Che pedaliate tanto o poco – anzi, tanto meno siete allenati, tanto più può evitare fastidi e infortuni – fare dello stretching aiuta sempre: migliora l’elasticità e contribuisce a prevenire l’insorgere di infiammazioni.

Quando poi avete a che fare con il sellino della bicicletta per parecchie ore nell’arco della settimana, saranno i vostri stessi muscoli a chiedervelo: anche pedalando in città, la fatica si fa sentire. Basta imparare ad ascoltarsi.

 

Equilibrio, tanto equilibrio

E non ci riferiamo solo a quello mentale, che a volte occorre per venire alle mani con chi pensa di aver sempre ragione al volante.

Nell’allenamento del ciclista urbano l’equilibrio, la capacità di gestire con sicurezza la bicicletta per tirarsi fuori da strettoie motoristiche con agilità, è importantissimo.

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photo credit: P. Marioné cycle via photopin (license)

Per pedalare in città occorrono buona coordinazione e massima concentrazione, perché il ciclista è uno dei più esposti ai rischi che lo circondano: basti pensare alla differenza di massa con un qualsiasi altro veicolo.

L’equilibrio si può allenare con tantissimi esercizi di ginnastica, dal camminare sulle punte o sui talloni, a tante varianti degli squat (accosciamenti, all’italiana) al raccogliere oggetti da terra con una gamba sola. Per i più sicuri del proprio equilibrio, informatevi su come si migliora la propiocezione: cercare la posizione eretta su una pedana basculante o su un cuscino sgonfio sono esercizi facili da provare in qualsiasi palestra.

Dopo di che, alla richiesta: «Pedali lunga questa linea diritta», non dovrete più sudare freddo.

Occhio alla vista

Gli occhi sono irrinunciabili per pedalare in città: il “colpo d’occhio” è quello che, tante volte, ci può letteralmente salvare.

Il consiglio, qui, è il più banale, ma non scontato: non abituatevi a vederci male.

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La vista nel tempo cala, gli occhiali non andranno bene in eterno. Non ci sono scuse, andate regolarmente dal vostro oculista e non trascurate la qualità della vostra vista.

Pedalando in città, un ostacolo va interpretato a distanza, così come, ovviamente, cartelli, segnali e quant’altro possa interagire con voi.

 

Udito: quelle auricolari…

Ecco, mentre durante lo jogging la musica è utile, nell’allenamento del ciclista urbano è deleteria.

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La sensazione è bella, lo sappiamo, ma le auricolari, specie se usate per ascoltare la musica, vi rendono sordi.

Un problema, perché quanto non riuscite a vedere, potreste udirlo.

Se poi siete nel silenzio, beh, forse è il caso di imparare ad apprezzarlo.

 

Alimentazione sana

Non è che passare dall’auto alla bicicletta possa essere usata come scusa per abbuffarsi senza remore nel primo fast food: per l’allenamento del ciclista urbano valgono i principi di buona alimentazione che vigono per tutti e, specialmente, per gli sportivi.

allenamento del ciclista urbano

Mangiare equilibrato, nelle giuste dosi e nei momenti opportuni della giornata.

Pedalare vi farà bruciare di più, quindi dovrete reintegrare: ma se vi informerete, potreste anche scoprire che siete già abituati a mangiare ben oltre il necessario.

Il punto è che cosa mangiate, quanto e quando. Non preoccupatevi, non serve una dieta di ferro: basta un’alimentazione mediterranea senza troppe deroghe verso gli zuccheri o con eccessi da carnivori all’ennesima potenza.

Infine, un consiglio fondamentale: idratatevi, sempre!

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