Un occhio all’estero ci fa scoprire che, in fin dei conti, tutto il mondo è paese: l’Oregon, ad esempio, tassa le nuove biciclette per contribuire alla manutenzione delle strade.

Lo Stato americano, d’altronde, si dice vada a braccetto con la bicicletta e, allora, perché non farle pagare una quota degli oneri che servono a mantenere le strade che utilizza?

 

Una tassa per le strade: funziona?

La tassa sulle nuove biciclette è idea recente: in vigore dal primo gennaio 2018, sta per compiere un anno.

È stata istituita per via dell’utenza nutrita che si serve della bicicletta e riguarda solo le due ruote che eccedono i 200 dollari. Si tratta per altro di una gabella abbastanza leggera, di appena 15 dollari.

tassa bici oregon via katu.com
Picture via katu.com

Il governo federale dell’Oregon si aspettava di portare nelle sue casse un gettito di circa 2,1 milioni di dollari in due anni, circa 12,9 milioni di dollari in una proiezione sui 10 anni. Tutti fondi da destinare al ripristino dei manti stradali.

Qualcosa non funziona, però: sono infatti grosso modo 500mila i dollari raccolti fino a questo inverno, poco meno della metà di quanto sperato.

 

Anche le bici contribuiscono alla manutenzione stradale

Lo scarso gettito, secondo l’opinione pubblica locale, è dovuto alla tassa stessa. Qui viene il punto interessante della questione: i cittadini locali, infatti, non hanno accolto la decisione con una levata di scudi, bensì con favore.

I ciclisti sono i primi a non gradire un asfalto che somiglia ad un groviera, che li espone al rischio di facili e rovinose cadute.

Il problema, pertanto, non sarebbe pagare la tassa, bensì la sua consistenza, giudicata troppo bassa dagli stessi ciclisti.

Quindici dollari non sono molti e per avere strade più sicure, alcuni intervistati dalla stampa locale hanno affermato che pagherebbero anche di più.

Insomma, una gabella ritenuta giusta, con buona pace dello spirito civico. Paese che vai…

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