Negli ultimi articoli mi concentrai sul ginocchio, adesso invece scenderò giù fino al piede andando a parlare del metatarso.

Quando parliamo del metatarso abbiamo a che fare con un osso che, per la sua posizione, ovviamente non entra in gioco durante la pedalata ma puó ugualmente creare diversi problemi a noi ciclisti. Come è possibile? Molto semplice: coincide con il punto in cui si scarica la potenza sui pedali.

La problematica principale che si può avvertire è il bruciore. Questo è dovuto a 3 fattori ben distinti.

Il primo, di più semplice risoluzione, è una calzatura inadatta alla conformazione del nostro piede. Dato che si tratta di un problema di non difficile comprensione, non mi dilungherò ulteriormente.

Il secondo fattore è sicuramente un errato posizionamento della tacchetta, in particolare nel caso di un eccessivo avanzamento della stessa. Ciò crea uno sforzo sul metatarso perchè non si ottimizza il punto di spinta, andando a creare tensioni nella zona.

Molte volte oltre al bruciore all’arcata metatarsale si presenta anche un intorpidimento delle dita podaliche accompagnato da un formicolio diffuso. Ovviamente la causa è da ricercarsi in una sofferenza da compressione dei vasi sanguigni e dei nervi presenti nella zona in questione.

photo credit: wuestenigel Barfuß auf dem Rasen via photopin (license)

Infine, il terzo e ultimo imputato: un eccessiva altezza sella. Vi ricordate che negli articoli precendenti avevo già spiegato che questo errore di posizionamento andava a favorire una pedalata a stantuffo? Ecco, il motivo è proprio questo.

Essendo tutta la potenza espressa concentrata nella fase di spinta si avrà una compressione anomala nell’appoggio podalico ed essendo questo situato in corrispondenza del metatarso si avrà una sofferenza dello stesso.

Spero che se qualcuno dei lettori sta avendo questo problema o gli è capitato di averlo in passato abbia tratto qualche buono spunto per migliorare la sua situazione e quindi il comfort in bicicletta.

Buone pedalate a tutti!

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