Paragonare il Tour Colombia al Tour de France è un’immagine coraggiosa, ma Rigoberto Urán ha le carte in regola per farlo. La sede scelta per “trarre il dado” di sfida è una comunicazione ufficiale del Team Colombian of American EF Education First per il quale Urán corre, nella quale il corridore afferma senza mezzi termini che la seconda edizione del Giro di Colombia sarà migliore del Tour de France.

Migliore in che senso? Per la partecipazione, in primis: il ciclista colombiano punta calca infatti la mano su quello che nel suo Paese appare come un “rinascimento ciclistico” in grado di portare sempre più giovani agli onori delle cronache sportive, oltre che ad un incremento costante di pubblico.

Tour Colombia: secondo appuntamento in grande stile

La seconda edizione del Tour Colombia per molti aspetti parte con il piede giusto: si tratta di una competizione di livello 2.1 nel ranking UCI, che già all’esordio nel 2018 ha visto la partecipazione di molti nomi noti del ciclismo professionistico che conta.

Sulla linea di partenza, il prossimo 12 Febbraio a Medellín, oltre come ovvio ad Urán, si troveranno il suo compagno di squadra Tejay van Garderen, Nairo Quintana di Movistar, Miguel Angel López del team Astana, Bob Jungels di Deceuninck-Quick Step e nientemeno che Chris Froome ed il suo compagno nel team Sky Bernal.

Un parterre niente male, soprattutto tenendo conto dei risultati che molti dei corridori colombiani hanno collezionato negli ultimi anni sui podi di tutto il mondo.

La competizione è anche interessante per le sue caratteristiche, con diversi arrivi in quota, traguardo finale compreso con i 2.500 metri di Alto de Las Palmas.

tour colombia

Una nazione innamorata del ciclismo

Il Tour Colombia non è che la punta d’iceberg di un lavoro che sta portando il ciclismo a riemergere nel Paese latino americano.

Soprattutto la zona di Medellín vanta una passione radicata per questo sport ed Urán è convinto che il seguito di tifosi della seconda edizione sarà ancora maggiore che nella prima: soprattutto, la gente dimostrerà un coinvolgimento superiore a quello di altre Grand Tour più blasonate, come il Tour de France, appunto.

Il sogno di tutti i Colombiani, ciclisti attivi e semplici fan, è quello di poter tifare per un team tutto di connazionali che possa competere ai massimi livelli nelle gare europee.

Sempre più campioni sotto i colori colombiani

Urán sostiene che la sua nazione stia operando bene nel rilancio del ciclismo: le due principali competizioni, ossia il campionato nazionale ed il giovane Tour Colombia, sono due buoni trampolini di lancio.

Che il ciclismo colombiano stia crescendo è un dato di fatto facilmente riscontrabile: Urán stesso è uno dei modelli di ispirazione per i giovani corridori latino americani, essendo stato il primo, nel 2014, ad indossare la maglia rosa al Giro d’Italia.

Assieme a lui diversi altri atleti colombiani hanno infranto dei tabù, come Nairo Quintana, che nello stesso anno vinse il Giro. Sempre Quintana è stato il secondo vincitore colombiano di una Vuelta a España: non accadeva dal 1987, con la vittoria di Luis Herrera.

Nel 2017 Rigoberto Urán si è avvicinato al primo posto nell’ultimo Grand Tour ancora illibato per i colori colombiani, arrivando secondo al Tour de France.

La competizione è però molto aperta, con Fernando Gaviria che, per la seconda volta nella storia della gara francese, ha indossato la maglia gialla dopo Hugo Peña nel 2003, o con i promettenti Ivan Sosa e Bernal ad aumentare le probabilità di vedere un ciclista nato in Colombia sul podio.

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