Francia: la nuova pubblicità della casa olandese Vanmoof viene censurata dall’ ARPP (Autorité de Régulation Professionnelle de la Publicité) in quanto accusata di “generare un clima d’ansia“. Una decisione che sta facendo storcere il naso un po’ a tutti, soprattutto perché sembra difficile credere che un piccolo spot possa avere un ruolo nel danneggiare un settore che domina il 99% della pubblicità sui veicoli.

Il video

Lo spot inizia con la ripresa di un automobile da corsa su cui si riflettono diverse immagini come ciminiere, code in autostrada, intasamenti, tutte proiezioni in qualche modo riconducibili a ciò che realmente comporta l’utilizzo indiscriminato dell’automobile. Lentamente però la carrozzeria dell’auto comincia a sciogliersi, le immagini riflesse si dissolvono e da quel magma indistinto emerge e si solidifica la nuova S3 di Vanmoof. Ecco il video:

Che dire, la decisione presa da ARPP non può che stupire: non tanto perché le ragioni alla base della scelta non possano essere fondate, ma perché questa vuole essere fatta passare come una decisione etica quando invece sembra essere meramente economica. Se una pubblicità come questa viene censurata, allora andrebbe fatta la stessa cosa per l’80% di molte altre che tutti i giorni vediamo mandate in onda. Se è l’etica a guidare scelte di questo tipo dovremmo vedere sparire dalla televisione tutte quelle pubblicità altrettanto o più impattanti dal punto di vista psicologico, soprattutto per gli individui più piccoli e ancora in formazione. Ma come dicevamo ci sono altri interessi in realtà da tutelare.

Il commento di Vanmoof alla decisione

Dal sito di Vanmoof apprendiamo non essere la prima volta che le scelte dell’ARPP vengono contestate: “All’inizio di quest’anno, (ARPP) ha bloccato una campagna di invito all’azione di Greenpeace. Apparentemente le immagini dello scioglimento delle calotte polari erano ritenute “troppo politiche” per i pendolari della metropolitana parigina. Allo stesso modo, la serie di cartelloni di Médecins du Monde che evidenziano i costi astronomici dei farmaci essenziali è stata bloccata a causa dei “rischi di reazioni negative da parte delle aziende farmaceutiche“. C’è poco da aggiungere.

via cyclingtips.com

Come ricorda Peter Gigg sul blog di Vanmoof, il settore automobilistico è entrato in crisi (diversamente da quello ciclistico, il caso di Vanmoof di cui abbiamo parlato qui è esemplare): un po’ in tutta europa sono esplosi piani di salvataggio e ovviamente era giusto farlo, soprattutto per evitare una crisi occupazionale devastante. Molti sono gli investimenti che provengono da mondo automobilistico e che si sono dirottati proprio sul ciclismo: un segnale non di poco conto. Tuttavia sarebbe bene parallelamente al salvataggio cominciare a creare un educazione ai trasporti che renda le persone stesse in grado di contribuire al benessere economico senza compromettere quello dell’ambiente. Non si deve però liquidare il problema pensando che la soluzione passi semplicemente dall’elettrificazione dei mezzi, piuttosto bisognerebbe iniziare a discutere davvero di sharing (un car-sharing esteso e ben fatto sarebbe utile a tutti, ciclisti e automobilisti), di mobilità dolce a grande scala e di mezzi ibridi, il cui unico rappresentante per il momento è solo l’e-bike.

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