Sono rimasti in pochi ma, come si usa dire in gergo, “pochi ma buoni”. Stiamo ovviamente parlando degli artigiani e nello specifico caso dei costruttori di biciclette che in Italia, attualmente certificati da una recente indagine, si possono contare sulle dita di una mano.

Pedemonte Bike può essere considerato una new entry in questo eletto pool di aziende che si caratterizzano per la lavorazione manuale di un Made in Italy inimitabile, una delle qualità riconosciute all’industria manifatturiera nazionale in tutto il mondo. Dalla lavorazione della fibra di carbonio alla verniciatura, alla personalizzazione delle misure, come se si trattasse di un abito cucito su misura.

La firma di Sergio Pedemonte certifica l’originalità dei telai del costruttore ligure – Credit Monica Anello

Pedemonte Rhinoceros

Come è già capitato in altre occasioni noi di Bicitech siamo stati i primi in Italia a recensire e testare su strada delle novità del “mondo ciclo”, un privilegio per pochi eletti che non può altro che gratificare il nostro lavoro. Questa volta abbiamo tenuto a battesimo niente meno che Rhinoceros, la specialissima di Pedemonte Bike – intraprendente artigiano ligure – che ha vinto l’ambito “premio Fulvio Acquati” all’ultima edizione di Cosmobike Tech Award a Verona. Un meritato riconoscimento per aver unito bellezza, artigianalità, innovazione e passione per la bicicletta

I telai di Pedemonte, caratterizzati dall’innovativa tecnologia IWS (Internal Wrapping System), sono realizzati con un trattamento sartoriale che comincia dalla materia prima – la fibra di carbonio – fino a completare la filiera produttiva con delle speciali resine che ne valorizzano la verniciatura.

Credit Monica Anello

 

Ma in cosa consiste il processo di lavorazione IWS, applicazione esclusiva di Pedemonte Bike?

Lo abbiamo chiesto a Sergio Pedemonte, titolare della Pedemonte Compositi srl che detiene il marchio Pedemonte Bike:

L’obiettivo che indirizza tutto il nostro lavoro è quello di realizzare telai in totale armonia con le caratteristiche morfologiche e di personalità del suo utilizzatore; in altri termini un su misura particolarmente attento anche allo stile di guida del biker. Per fare ciò fondamentale è stata l’esperienza maturata dalla nostra azienda di famiglia che opera da trent’anni anni nella lavorazione di materiali compositi per il settore dell’automotive e per grandi marchi come Ferrari e Lamborghini. Essa ha consentito l’acquisizione di metodologie innovative nella costruzione di telai di bici di alto livello in grado di soddisfare in pieno le esigenze di personalizzazione e di unicità dei nostri clienti. Da qui è nata l’idea di introdurre, credo per primi al mondo, questa speciale tecnologia chiamata IWS che è un sistema inedito di fasciatura esterna ed al tempo stesso interna dei nodi più sollecitati dei telai.”

La tecnologia IWS

Tecnologia IWS – Credit Monica Anello

Nel dettaglio la tecnologia IWS può essere considerata come un sistema di costruzione “tube to tube”; esso prevede l’incollaggio dei tubi su dima di precisione regolabile (Anvil Bikeworks) e la loro saldatura tramite un’esclusiva tecnica di fasciatura. Essa permette di avere un telaio dalle caratteristiche meccaniche strutturali paragonabili al monoscocca ma su misura e senza limiti di taglia, difatti personalizzabile in tutte le sue parti.
Mentre il telaio ottenuto con un sistema di fasciatura standard non presenta continuità del tessuto della fibra, con la conseguenza di disporre di caratteristiche meccaniche inferiori a quelle di un monoscocca (che però richiede l’utilizzo di stampi specifici e costi rilevanti),  la tecnica IWS, grazie all’utilizzo di bladder – vere e proprie camere d’aria poste all’interno del telaio – consente la cottura in autoclave a temperatura e pressione controllata superiori rispetto allo standard. Tutto ciò è mirato ad ottenere una compattazione ottimale anche dei tessuti interni. Da notare infatti che la fasciatura investe anche la zona interna dello sterzo in modo da creare una sorta di sandwich.

La nostra prova

Test bike – Credit Monica Anello

Certo che pedalare su una “bici da primo premio” non può essere cosa di tutti i giorni quindi, le uscite su strada per capire il comportamento dinamico di Rhinoceros, sono state accuratamente centellinate e di qualità. Peccato per il freddo periodo invernale che non ha permesso molte ore consecutive in sella e di poterla utilizzare anche in gara dove, a nostro parere, potrebbe dare degli ottimi riscontri in fatto di comodità e affidabilità. E proprio su questi due fattori che vorremmo concentrare la vostra attenzione.

  • Comodità
Credit Monica Anello

Parlando di comodità, visto la lavorazione sartoriale, potremmo affermare che è abbastanza ovvio anche se non scontato. Un telaio costruito su misura, tranne pochi casi dove la taglia prescelta di un monoscocca standard corrisponde alle reali misurazioni del ciclista, si calza perfettamente alle quote rilevate prima che il frame set venga “incollato”. Per fare questo Pedemonte Bike si è da subito affidato alla propria esperienza e a un team di biomeccanici che – appena acquisito l’ordine di lavorazione – si attivano per riportare lunghezze, larghezze, altezze e angoli antropometrici dell’atleta.

Il telaio in nostro possesso, come è logico che sia, non è stato creato ad hoc ma era già una misura esistente pronta per essere montata con gruppo e ruote. Malgrado il normale “adattamento” iniziale dobbiamo ammettere che pedalare su Rhinoceros è stato molto facile, addirittura quasi immediato.

E anche nell’assorbimento delle vibrazioni – dovute alla guida sportiva nel corso delle sessioni di prova – il telaio di Pedemonte Bike ha risposto egregiamente chilometro dopo chilometro.

  • Affidabilità
Credit Monica Anello

Su questo punto – a parte componenti e accessori al top quali il gruppo Campagnolo Super Record 11V meccanico, le ruote in carbonio a medio profilo montate con tubolari Vittoria da 25” – il telaio Rhinoceros ha trovato i nostri consensi maggiori. Bello scattante in salita, stabile in discesa quando la velocità si fa elevata e la strada lo consente, rigido il giusto nella torsione sotto sforzo e molto sensibile nella zona sterzo per una guida fluida e leggera. A dire il vero forse anche troppo, meglio mai esagerare con la confidenza soprattutto se non si conosce bene il mezzo, ma qui sta alla bravura del biker saper condurre nel modo migliore una “bici da primo premio”…

Caratteristiche tecniche del telaio

  • Materiale: fibra di carbonio M60J-T1100 (valore di rigidità 135 N/mm)
  • Telaio: fasciato “tube to tube” con foderi verticali e tubo obliquo asimmetrici e passaggio cavi interno, sia per cambio elettronico che meccanico
  • Reggisella: tubo sella aero dedicato con serraggio a scomparsa
  • Movimento centrale: Press-fit 386evo
  • Freni: tradizionali / direct mount su foderi verticali / direct mount sotto movimento centrale / freni a disco flat mount con perno passante 142 x 12 mm
  • Peso: 950 gr. il solo telaio (tg. M- 54))
  • Possibilità di personalizzazione grafica e assemblaggio bici completa con gruppo, ruote e serie guida.
Credit Monica Anello

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