Il ciclismo è uno sport per sognatori ed esploratori, per chi ha deciso di prendere una seppur breve pausa dalla frenesia che accompagna ormai tutte le nostre giornate.

L’Italia di mattina, scritto da Franco Cordelli, ci da la possibilità di rivivere le emozioni del ciclismo attraverso il personaggio di Scipione, un cronista sportivo che segue la corsa più bella del mondo, in quello che è il giro d’Italia del 1989.

Il piccolo, leggero, magrissimo Luis Lucho Herrera non aveva aspettato l’ultimo chilometro. Cercava la grande impresa. Ne mancavano ancora diciassette ed era già in fuga.[…] La folla ora era tantissima, si stringeva intorno ai suoi corridori per ripararli dal freddo. Di colpo era calata la nebbia. Pioveva forte, gli inseguitori cominciavano  a cedere, il gruppo dei migliori si sgretolava. Dalla sala dove seguiva la corsa Scipione si precipitò fuori affondando i piedi nella neve.[…] Ora vedeva da vicino i corpi minuti, intirizziti e fradici dei corridori; vedeva le loro facce annerite dalla pioggia e dal fango, le facce invecchiate dalla fatica. Solo in quel momento seppe quanto era falsa la sua percezione dei primi giorni, che per credere nella grandezza sia necessario pensarla da lontano.
 

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L’Italia di Mattina, Franco Cordelli, Giulio Perrone Editore

I ciclisti corrono intorno al protagonista, mentre lui ha modo di riscoprire l’Italia, paesi e luoghi a lui sconosciuti o dimenticati che può così, grazie al grande Giro, conoscere nuovamente attraverso i colpi di pedale, tappa dopo tappa.

L’Italia di mattina è un libro che solo in apparenza parla di bici, ma che va in realtà ben oltre con le sue 138 pagine che scorrono leggere, strappano qualche sorriso e pongono anche qualche domanda, facendo riscoprire l’Italia ed il ciclismo a chi già li conosce ed a chi forse ha dimenticato come realmente sono.

Come detto, è a mio avviso un “imprescindibile” nella libreria di ogni ciclista ed un libro che donerà emozioni inaspettate a chi avrà voglia di leggerlo.

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