Nato nel lontano 1929 per migliorare la frenata degli aerei in fase di atterraggio e limitare il consumo dei copertoni, l’ABS, acronimo di Anti-lock Braking System ovvero Sistema Antibloccaggio dei Freni, fu proposto per la prima volta su un veicolo stradale solo trenta anni dopo, nel 1958, dallo storico marchio inglese Royal Enfield su una delle sue moto.

Il concetto attirò l’attenzione delle case automobilistiche, più attrezzate per superare costi di produzione improponibili per il comparto motociclistico, che iniziarono a svilupparlo.

Nel 1978 la tedesca Bosch mise a punto il primo sistema elettronico ABS, padre degli attuali dispositivi, montato su una Mercedes classe S, cui seguirono gradualmente tutti gli altri marchi fino alla sua introduzione di serie obbligatoria per legge datata 1 luglio 2004.

Parallelamente si sviluppò nuovamente l’interesse per il settore moto dove le statistiche della Commissione di Sicurezza dei Trasporti Europea evidenziavano che il rischio di cadute è responsabile di quasi la metà degli incidenti mortali.

 

ABS

 

 

È ancora Bosch a proporre uno specifico ABS per una moto, adottato prima da BMW sulla sua K100 e poi da Honda, superando le perplessità dei “puristi” del settore preoccupati più del “feeling” di guida che della sicurezza. 

Dal gennaio 2016 (2017 per le vendite) l’ABS è diventato elemento obbligatorio di omologazione per le moto di cilindrata superiore ai 125 cc in tutti gli stati dell’UE, mentre analoga misura è allo studio in Giappone (dal 2018), in India e negli USA.

La vertiginosa crescita di questi ultimi anni del mercato e-bike in tutta Europa, ha altresì portato alla ribalta il problema della sicurezza anche per questa tipologia di prodotti. Nel settore, quindi, si vanno moltiplicando le proposte di introdurre sistemi antibloccaggio della ruota. La stessa Bosch ha da poco iniziato la commercializzazione di un dispositivo ABS assimilabile concettualmente a quello per auto e moto, la tedesca Break Force One, ha presentato la sua proposta ad Eurobike 2016, e la start up italiana Blubrake ha in fase di industrializzazione un dispositivo che sarà lanciato sul mercato nel 2019.

 

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