Ok, lo sappiamo: è sempre più difficile guardare allo sviluppo del mondo e-bike senza farsi venire il dubbio che stia nascendo una nuova categoria ibrida tra ciò che è definibile “bici” e ciò che qualche decennio addietro si sarebbe chiamato “motorino”.

Fatto sta che cercare di chiudere il mondo in un casellario è battaglia persa sin dalla notte dei tempi e l’evoluzione fa il suo corso. A quale anello della catena appartenga MOAR, un’e-bike alquanto muscolare (o sarebbe meglio dire “muscolosa”?), sta a voi e al tempo dirlo.

MOAR Bike fa capolino dalle onde del web attraverso l’ormai immancabile campagna di crowdfounding – su Indiegogo, tanto per cambiare – e lancia un metaforico quanto pesante sasso nello stagno della pedalata assistita: “Le e-bike sino ad ora sono state prodotti relativamente rudimentali – ha dichiarato a DigitalTrends uno degli ideatori di MOAR, Ken Chung – prendi una bici, aggiungi una batteria ed un motore e, voilà, l’e-bike è fatta”.

Qual è la filosofia di MOAR Bike dunque? La bici come sistema unico, omnicompresivo di tutto quanto necessitino le persone comuni per muoversi. In altre parole: una “personal mobility solution”.

Non sfugge agli sviluppatori di questa e-bike la tendenza della gente, un po’ a tutte le latitudini, a preferire la bicicletta ad altri mezzi di trasporto: agilità, comodità e soprattutto costi e vincoli legislativi contenuti sono il motore di questa inversione di marcia.

Ecco dunque perché sono sempre di più le start-up che si rivolgono all’e-bike come terra di conquista, cercando di saturare quella parte di mercato che cambi di costume, crisi economiche e quant’altro stanno lasciando scoperta. E la proposta coincide sempre più con delle bici elettriche che non facciano sentire la mancanza di molto altro.

MOAR, per rispondere alla questione, si pone come un mix totale: è una full suspended che si colloca nella casella (a proposito di definizioni) “fat bike”; il suo telaio è pieghevole, le ruote maggiorate come la batteria al litio da 48v, che eroga autonomia per ben 85 miglia (130 km…!) ad un motore elettrico da 750 W.

Al di là delle differenze normative tra continenti per le quali in Europa questa non potrebbe definirsi pedelec e richiederebbe un’omologazione pari ad uno scooter, casco e gabelle conseguenti, MOAR ha prestazioni che lasciano poco spazio all’interpretazione.

Ha però un impianto luci completo di indicatori di direzione, freni e duplice faro anteriore a LED da 1000 lumen, segno che i suoi creatori ci hanno ben pensato ad utilizzo come mezzo di trasporto “evoluto”.

Sarà questa la soluzione ideale per il pendolare che desidera non essere ostacolato dalla fatica ma al contempo lasciare la macchina in garage?

 

 

 

 

 

2 COMMENTI

  1. Sono molto interessata, ma non so dove posso acquistarla.
    Vivo a Napoli, mi consigliate un rivenditore vicino casa, perché vorrei provarla. Grazie

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