Produrre direttamente alle porte del mercato: con questa filosofia Giant, il Marchio taiwanese del ciclo, ha annunciato assieme alle autorità magiare l’apertura di una fabbrica a nord di Budapest.

La città di Gyöngyös ospiterà così quella che diventerà una sede produttiva strategica per Giant: a cavallo tra Europa dell’Est ed il cuore della UE, sfornerà sia bici elettriche che tradizionali per il mercato continentale.

Per Giant si tratta del secondo impianto di produzione europeo, dopo quello già attivo nei Paesi Bassi, anch’esso oggetto di un rafforzamento sul fronte della distribuzione con un investimento da 16 milioni di Euro.

 

 

Un piano di sviluppo del ciclo made in Hungary

I taiwanesi non sono approdati in terra magiara per caso: il Paese dell’Europa dell’est sta infatti conducendo una politica di incentivi per attrarre investitori nella regione di Gyöngyös, puntando a costruire un’infrastruttura dedicata all’industria della bicicletta.

In questo modo gli Ungheresi intendono garantire una prospettiva di crescita occupazionale non solo tramite i posti di lavoro direttamente generati dalle fabbriche straniere ma anche e soprattutto con il rafforzamento di un indotto specializzato.

ungheria giant
Giant via Facebook

L’Ungheria si offre dunque come terra di conquista, consapevole che la posizione geografica la facilita da un punto di vista logistico per raggiungere i mercati europei.

A Budapest e dintorni hanno già installato proprie sedi e catene di produzione il Gruppo Accell, uno dei colossi del settore bici, e Bosch, con il segmento eMobility.

 

Una mossa sullo scacchiere protezionistico?

Irrobustire la produzione di bici tradizionali e a pedalata assistita proprio all’interno della UE, per Giant che è di nascita taiwanese e produce ovviamente anche in Cina, potrebbe essere di vitale importanza.

Al di là della rapidità di risposta alle esigenze dei mercati nazionali europei, che dalla seconda metà del 2019 potrà contare una potenza di fuoco maggiorata di 300.000 unità, vorrà dire non figurare nella “lista nera” delle importazioni dall’Asia cui sia Commissione Europea che Stati Uniti stanno facendo la guerra.

Produrre in Ungheria, oltre che nei Paesi Bassi, può quindi essere letta come una mossa dal duplice risvolto per un Marchio che distribuisce i suoi prodotti in 3 continenti e che, proprio dalle e-bike, sta ricevendo un’ulteriore input di crescita.

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