Muscolo poco conosciuto, ma di fondamentale importanza nella postura di tutti i giorni e in sella alla nostra specialissima è l’ileopsoas, soprannominato anche “muscolo dell’anima“. Questo soprannome è dovuto al fatto che è uno dei muscoli collocati più in profondità nel nostro corpo: esso collega, passando sotto le viscere, il tratto lombare della colonna vertebrale e il piccolo troncatere del femore.

I sintomi di infortunio nel ciclista sono lombalgia e pubalgia proprio per la collocazione dell’ileopsoas, purtroppo molto difficili da superare per la difficoltà di trattamento di questo muscolo.

  • La domanda quindi è: “come evitare un sovraccarico dello psoas nel ciclismo”?

Purtroppo il nostro amato sport non ci aiuta; nella posizione in bici, quando è corretta, vi è un annullamento della naturale lordosi della colonna vertebrale, fondamentale per la salute di questo muscolo.

Le strade da percorrere sono due e procedono una accanto all’altra: una giù dalla bici, l’altra seduti in sella.

  • La prima consiste nello stretchare lo psoas tramite la “posizione del cobra”.

Questo esercizio di stretching consiste nello stendersi proni ed eseguendo un piegamento sulle braccia mantenendo però il bacino a contatto col pavimento. Vi è una versione dinamica e una statica; la prima consiste nel ripetere più volte il movimento sopra descritto, la seconda nel rimanere in posizione statica con le braccia distese per il tempo che, il vostro osteopata o fisioterapista, vi indicherà tenendo conto delle vostre esigenze.

  • La seconda nel curare la posizione in bici.

L’ileopsoas viene sollecitato nella parte finale della fase di richiamo della gamba. I due errori che vanno a sovrasollecitarlo sono un’altezza sella troppo bassa e un arretramento sella troppo generoso.

Questo accade perché nelle due casistiche vi è una retroversione del bacino che va ad accentuare la perdita di lordosi, provocando l’accorciamento di questo muscolo e quindi una situazione incline a provocare uno stato infiammatorio dell’ileopsoas.

Questo fenomeno si presenta nel punto morto superiore, con errori di posizionamento di questo tipo:

  • Un angolo anca/ginocchio/caviglia troppo ridotto e quindi il bacino va a mobilizzarsi per ovviare al problema, provocando tra le altre cose anche oscillazioni anomale nel tratto lombare e andando a sollecitare questo muscolo.

Inoltre con errori di posizionamento di questo genere vi è una fase di richiamo molto accentuata e questo, come detto in precedenza, è il momento della pedalata che più sollecita lo psoas. In questo caso l’ileopsoas ha un ruolo fondamentale nella flessione dell’articolazione dell’anca.

Nella fase di richiamo, infatti, l’ileopsoas si contrae per permettere il recupero della gamba. L’angolo cresta iliaca-anca-ginocchio si riduce e il muscolo si accorcia e, se sovrastimolato, si ipertrofizza scatenando la caratteristica sintomatologia sopra descritta.

Se avete quindi questo problema verificate subito queste misure ed eventualmente fatevi seguire come sempre da professionisti del settore.

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