Quando abbiamo aperto il sito di Bicitech questa settimana ci siamo detti che non saremmo potuti capitare in una sezione migliore di ‘vivere in bici‘. Se c’è un particolare di questo viaggio che lo differenzia da molti altri è il fatto che, per ben tre mesi, abbiamo scelto di vivere un idillio ininterrotto in compagnia delle nostre mountain bike Trek, per le strade della nostra terra d’origine.
Dopo il primo mese ed il primo migliaio di chilometri la nostra percezione del tempo e dello spazio è ormai scandita dallo studio del percorso per il giorno successivo, il mantenimento dei dispositivi elettronici carichi e delle riserve d’acqua a bordo, dal carico e scarico delle nostre borse BRN Himalaya, da partenze e arrivi, dalle gallerie di paesaggi e personaggi che attraversiamo costantemente.
Tonnara di Magazzinazzi – Photo: Marco Crupi©
Dopo lunghe incursioni montane e nell’entroterra palermitano, dalle valli di Ciminna all’alto Belice corleonese alla valle dello Jato, in un periodo in cui fervono le attività per la mietitura del frumento e dei seminativi, abbiamo deciso di riguadagnare la costa all’altezza di Alcamo Marina, non lontano da dove comincia la provincia di Trapani.
Le coste del trapanese sono state teatro di pesca del tonno rosso e di mattanza sin da tempi remotissimi. Per questo motivo – e per gli appassionanti racconti di Don Stefano, un tonnaroto con cui abbiamo avuto la fortuna di conversare a Milazzo (tra i più importanti centri del messinese per la pesca del tonno) – ci siamo proposti di visitare alcuni luoghi simbolo di questa attività che, fino alla metà del XX secolo, ha pesato fortemente sulla bilancia commerciale siciliana: le tonnare.
Dopo una notte trascorsa sulla spiaggia ad Alcamo Marina, rinfrescati dalla brezza del golfo di Castellammare, ci siamo diretti alla tonnara di Magazzinazzi. Come molte di queste strutture, è stata attiva fino agli anni ’70, ed è stata in parte riconvertita in struttura ricettiva. Più che quest’ultima, è interessante che nei suoi magazzini sopravvivano un paio di esemplari di barche utilizzate per le mattanze. All’esterno solo alcune delle tipiche ancore giacciono in attesa di essere ossidate e divorate dalla salsedine.
Alcamo Marina – Trapani: 2 giorni, 120 km circa
Percorso prevalentemente su strade asfaltate (SS187)
Tappe: tonnare di Magazzinazzi, Scopello, Monte Cofano, Bonagia
Luoghi d’interesse: Riserve naturali orientate Dello Zingaro, Di Monte Cofano – Golfo di Castellammare, Spiaggia della Guidaloca, Golfo di Macari
Il percorso prosegue verso Scopello, porta della Riserva naturale dello Zingaro. La strada da Castellammare è una bella salita fino ad un punto panoramico, poi in gran parte in discesa fino alla spiaggia della Guidaloca, ed infine di nuovo in salita fino ad arrivare al borgo di Scopello. È una località – ahimè – turistica, ma vale la pena proseguire oltre la piazza all’ingresso del borgo e prendere la traversina a destra verso il forno dove si mangia un famoso pane cunzato – alimento povero della tradizione siciliana a base di pane appena sfornato condito (“cunzato”) con olio, sale, pepe e, nel caso di questo, pomodoro appena raccolto e formaggio.
La tonnara di Scopello è una delle più antiche e sceniche della Sicilia. La sua peculiarità sono le due torri, una probabilmente trecentesca è l’altra risalente al XV secolo: la prima si erge su di una roccia, quasi fondendosi con essa, caratteristica vagamente reminiscente del castello di Mussomeli (arriveremo anche lì!). I locali della tonnara sorgono invece ai piedi di questa roccia ed erano adibiti principalmente a magazzini, botteghe, alloggi e taverna.
Tonnara di Scopello – Photo: Marco Crupi©
Anche se il caldo è ancora tanto, risaliamo in sella e pedaliamo a ritroso fino al bivio per la SS187. Dopo un tratto in discesa si sale per superare le località di Baida, poi è leggera discesa dal bivio per Buseto Palizzolo fino alla deviazione per Custonaci, dove tocca salire nuovamente. Fino a qui abbiamo percorso oltre 50km di strada non facilissima ma divertente per il cicloturista medio. Bisogna solo fare attenzione alle ore calde, calcolare bene i tempi e idratarsi correttamente. Ah, e non esagerare con il pane cunzato.
A proposito di calcolare i tempi: quando arriviamo a Cornino ed entriamo nella Riserva naturale di Monte Cofano il sole e già basso. Il percorso è al limite anche per le nostre Trek e siamo costretti a portarle a mano in alcuni tratti. Passata una cappelletta frequentata nell’800 da frati eremiti ci rendiamo conto che non sarà possibile raggiungere la tonnara di Monte Cofano in giornata. Montiamo la tenda in una piccola rientranza del sentiero, sotto un costone di roccia nel quale è cresciuto un fico con la vigorosità tipiche di queste piante e di queste latitudini.
La mattina dopo lasciamo le bici e la tenda per dirigerci a piedi fino alla tonnara del Cofano, affacciata sul golfo di Macari, con la sua torretta cinquecentesca unica in tutta la Sicilia. Dopo due giorni e circa 120km, l’acqua cristallina ricca di posidonia è irresistibile e per poco non vi ci gettiamo con tutti i vestiti. A malincuore ritorniamo alle bici, le carichiamo e percorriamo la strada per Trapani, pianeggiante e ventilata, passando per la tonnara di Bonagia, dove giacciono i resti dei vecchi parascalmi utilizzati per issare i tonni durante la mattanza.
Tonnara di Bonagia – Photo: Marco Crupi©

Dove ci condurranno i pedali di Marco e Tom la prossima settimana? Seguiteci per scoprire l’itinerario e leggere insieme il resoconto di un’altra escursione in una delle terre più belle d’Italia.

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