Non molti conosceranno il nome RTE S.A., ma tutti ormai sanno che una bicicletta marchiata B-Twin è sinonimo di Decathlon: ecco, se vi siete mai chiesti chi assembli e faccia arrivare tra le corsie dei centri commerciali sportivi queste due ruote, la risposta è RTE.

L’azienda portoghese è una di quelle che in gergo si definiscono “terziste”, nel senso che produce per conto terzi, che nel suo caso vuole dire esclusivamente il Marchio della catena francese: l’impianto di assemblaggio più grande d’Europa è suo, sito nella patria Portogallo, ma a breve ne arriverà un secondo, questa volta in Polonia.

Bici Decathlon: i grandi numeri passano dal Portogallo e dalla Polonia

L’annuncio fatto dal Direttore Esecutivo di RTE S.A., Bruno Salgado, mette sul piatto un bell’investimento da 18,6 milioni di Euro sulla cittadina di Brześć Kujawski – un centro rurale da poco più di 11mila abitanti nel bel mezzo della Polonia – per la costruzione di un impianto di assemblaggio da 500.000 bici l’anno.

Una vincita alla lotteria per i Polacchi e probabilmente anche per Decathlon, che stringe così con una strategia a tenaglia i suoi mercati più floridi, producendo in Portogallo per l’Europa del Sud e in Polonia per quella che una volta si chiamava Mitteleuropa.

Un mercato, quello europeo, che vede transitare 4 milioni di biciclette all’anno nei centri commerciali Decathlon, tanto per dare una proporzione.

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photo credit: www.portailduvelo.fr DSC_0001_DxO via photopin (license)

La crescita di Decathlon tra Europa centrale e Russia

V’è una ragione chiara se i francesi hanno deciso di rafforzare la produzione e di avvicinarla al quadrante est-europeo: nell’ultimo anno l’espansione della catena di negozi Decathlon in Olanda, Belgio, Germania, Svizzera, Ungheria, Russia e nella stessa Polonia è stata rapida.

Nel 2017 Decathlon ha inaugurato 185 nuovi negozi in 39 Paesi, toccando così i 1.352 punti vendita ed il trend, non ancora confermato da dati ufficiali, si vocifera si sia confermato anche nel 2018.

Ecco così giustificata la scelta della Polonia, nazione decisamente più conveniente tra quelle del vicinato per installarvi una sede produttiva ed anche comoda dal punto di vista logistico.

Strategia di vendita “omni-channel”

Ciò cui Decathlon punta esplicitamente è una copertura capillare del territorio, rendendo disponibile ogni prodotto in ogni negozio, passando per l’ordine on-line.

La rapidità di consegna e l’abbattimento dei costi di trasporto conta dunque molto nel giro di affari della catena sportiva transalpina, che per questo investe sulla strategia “omni-channel” anche se l’e-commerce, stando ai dati del 2017, ha rappresentato appena il 4,5% delle vendite complessive della catena.

Il fatturato 2017, che ammontò a 11 milioni di euro, constava dunque di acquisti fisici. Ma c’è un “ma”: già allora le ricerche di mercato di Decathlon dimostravano che 1 acquirente ogni 5 aveva prima cercato ciò che lo interessava sul catalogo on-line e solo dopo era andato a colpo sicuro in negozio.

François De Witte, Deputy Chief Executive Office di Decathlon, afferma che l’omni-channel è “una rivoluzione alla quale nessuno può sfuggire”, è solo questione di tempo.

E i Francesi, di questa rivoluzione, sembrano voler essere decisi fautori.

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