Meno di due mesi per pedalare da Capo Nord, in Norvegia, all’estremo sud del continente, Tarifa, nello stretto di Gibilterra. L’idea è di un britannico, Ryan Anderton e l’intento è nobile: raccogliere risorse economiche per realizzare un fondo a supporto di chi soffre di malattie mentali.

L’ispirazione del progetto viene dal suicidio dell’attuale detentore del World Record, Lee Fancourt, che si tolse la vita nel Gennaio del 2018.

 

6.759 km per il Lee Fancourt Mental Health Fund

Ciò che ostacola maggiormente chi ha un familiare che soffre di gravi problemi mentali è molto spesso la disponibilità di denaro: persino per avviare una campagna di fundraising occorrono delle risorse, che molti non hanno.

La scomparsa di Lee Fancourt fu un duro colpo per l’ambiente ciclistico dei record: Fancourt, che aveva anche cambiato cognome in Ridgway non molto prima della dipartita, si era meritato l’appellativo di «Ultraciclista» per i suoi guinness, tra i quali spicca ovviamente l’attraversamento in bici dell’Europa da Nord a Sud, ben dodici nazioni in 14 giorni, 21 ore e 29 minuti.

L’«Ultraciclista» Lee Fancourt

Anderton si è fatto promotore così di una campagna per l’istituzione del fondo che porterà il nome del collega scomparso e che sarà al servizio proprio della prevenzione di quegli stati mentali che possono portare a scelte estreme come il suicidio.

Ryan Anderton non è nuovo a simili iniziative: nella sua carriera ha già intrapreso diverse pedalate (l‘anno scorso coprì 4.800 miglia in 42 giorni girando in tondo la Gran Bretagna sempre per beneficienza) da record.

Sul sito della campagna sono presenti tutti i dettagli, compresi gli sponsor che hanno deciso di appoggiare il tentativo di record: oltre alle donazioni sono incentivate anche le iniziative mediatiche e personali che diano a loro volta visibilità ad Anderton ed al suo obiettivo, come imprese sportive correlate.

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