Il Mondiale di ciclismo è un carrozzone mediatico sul quale vogliono salire tutti. Come gli sponsor più impensabili di squadre professionistiche, che hanno investito durante tutta la stagione per un visibilità veramente globale soltanto per 2_3 giorni all’anno. E’ il caso del Formaggio Piave DOP, sponsor addirittura del Team Cannondale Pro Cycling, la formazione di Peter Sagan, che spera di recitare un ruolo di grande protagonista nella corsa di domenica.
Il Formaggio Piave DOP ha accompagnato per tutta la stagione il Team Cannondale Pro Cycling nelle più importanti corse a tappe del calendario UCI. “Grazie a questa partnership – recita il comunicato ufficiale – il Consorzio di Tutela del Formaggio Piave DOP ha avuto la possibilità di fare conoscere e apprezzare il proprio prodotto nei mercati internazionali, pedalando al fianco di una delle più importanti squadre ciclistiche del mondo”.
In realtà di formaggio Piave DOP, nel villaggio mondiale e in tutta le settimana, non si è visto ne sentito, neanche l’odore. Non poteva essere diversamente, non rientrando nella lista degli sponsor dell’evento. I quali, da parte loro, se non hanno inserito questa comunicazione in un contesto più ampio (come per esempio la Skoda, da tempo vicina al ciclismo e allo sport) rischiano di aver fatto investimenti a “fondo perduto”, senza alcun reale ritorno.
Ci chiediamo, per esempio, qual è il vantaggio che ha il gruppo Generali, sponsor dei Mondiali, che esibisce un bellissimo stand nel villaggio e può permettersi di tappezzare le transenne del circuito. Non provo neanche ad abbozzare una risposta, per la quale attendiamo il trionfale bollettino post evento dell’organizzazione. Quello che trovo interessante è la scoperta della bicicletta come mezzo per comunicare emozioni, anche attraverso l’estetica. La bici Generali, esposta all’ingresso del villaggio, ne è un chiaro esempio, così come l’esclusivo modello della “Smart”, poco distante. Si proprio l’auto. “Strano – ho pensato -, che per pubblicizzare un auto si usi una bici. Infondo, sulle strade di tutto il mondo, sono antagoniste, spesso nemiche, quasi sempre espressione di mondi distanti.”
La verità, ripetuta anche da Alfredo Martini in occasione della visita dei ragazzi di Paolo Bettini, è che il mondo sta pian piano capendo che la bicicletta può veramente migliorare le cose. Su questo “carro a due ruote” sono pronti a salire tutti, magari solo per convenienza. Anche il formaggio.
Sarà un bene?
AU

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