Il panorama delle cargo e-bike si sta sempre di più allargando, da ogni direzione si vedono arrivare modelli nuovi e ogni volta più interessanti. E’ il caso di Yoonit, una serie di biciclette sia elettriche che muscolari concepite per essere piccole ma anche cargo.

via kickstarter.com

Yoonit, dai ciclisti per i ciclisti

La serie cargo di Yoonit è composta da tre modelli chiamati Smart, Family e Job; sono stati progettati da un team di quattro ciclisti e presentano delle caratteristiche interessanti che le rendono molto versatili, e per delle cargo e-bike non è affatto poco. Tuttavia possiedono un paio di difetti intrinseci di cui uno lo ritengo piuttosto grave che riflettono un modus operando purtroppo ultimamente molto diffuso. Sono però conscio del fatto che risolvere tali pecche comporterebbe un’impennata del prezzo, già piuttosto alto, che rimetterebbe in discussione tutto il veicolo e potrebbe non valerne la pena. Vediamo meglio le caratteristiche di queste mini-cargo in campagna su Kickstarter.

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Specifiche tecniche

Le misure sono contenute sotto tutti i punti di vista: 177,5 cm di larghezza per un peso inferiore ai 20 kg per la versione muscolare; 26 kg per quella elettrica, comprendente batteria Shimano STEPS 504 Wh 36 Volt e il prestante motore Shimano EP8. Può trasportare un ciclista fino a 100 kg e un carico fino a 75 kg. In caso di pacchi molto larghi si può invertire la posizione del rack e cambiarlo con altre tipologia prodotte dalla start-up, caratteristica che la rende molto adatta per chi si occupa di consegne. Ma non è finita qui: freni idraulici Magura, cinghia in fibra di carbonio, luci Busch and Muller e protezioni Abus integrate nel telaio, ruota frontale da 16″ e posteriore da 18″. Insomma, questa tipologia di cargo e-bike è un vero gioiellino ad un prezzo che parte in campagna Kickstarter da 2095 € per la versione muscolare, 3595 € per quella elettrica. Ma veniamo ai difetti che dicevo.

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Difetti

Il primo che salta all’occhio è la mancanza totale di ammortizzazione. Le strade in città sono molto lontane dall’essere lisce, ovunque è pieno di imperfezioni, buche, fondi sconnessi che rendono praticamente essenziale avere un sistema che attutisce gli urti. Una bici che oltretutto trasporta un carico a mio avviso deve prevedere un sistema di ammortizzazione, sia per tutelare il ciclista che per evitare la rottura della forcella. Il secondo difetto che mi sento di segnalare è la controparte di uno dei suoi pregi. Le dimensioni delle ruote rendono questa cargo e-bike davvero versatile, tanto da poterla mettere anche su alcuni ascensori. Nutro forti dubbi però sulla reale guidabilità della versione muscolare; e le cose peggiorano se si passa a quella elettrica con la quale bisogna pregare di non rimanere a secco di batteria perché pedalare con ruote così piccole, magari con del carico e per giunta con una sola marcia, è praticamente impossibile senza assistenza elettrica (solo di telaio siamo già a 26 kg!). Ovviamente, non avendola provata, la mia resta solo un’opinione teorica.

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Elettricità e muscoli

In ogni caso, prendendo per buona la mia critica (che è comunque suffragata da prove con altri modelli simili), lo ritengo un difetto grave, in quanto viene meno il principio di ibridazione su cui si basa l’e-bike e che la rende diversa rispetto ad altri mezzi elettrici. Alcuni modelli attuali sembrano più dei motorini con i pedali che delle bici elettriche. E’ essenziale invece, sia in caso di batteria scarica che per aiutare il motore quando attivo, che l’energia muscolare contribuisca al moto: in questo modo si risparmia sui consumi, si fa esercizio e si coprono maggiori distanze. I veicoli con i pedali che, una volta scarica la batteria, non si possono praticamente più utilizzare mi lasciano perplesso; quanto meno se si tratta di bici (un po’ diverso il discorso per i velomobili). Tuttavia questa cargo e-bike è davvero molto curata, una chance sicuramente la merita e sarei ben contento di essere smentito sul suo conto.

 

 

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