Quante volte sarà capitato di desiderare una diversa pressione degli pneumatici una volta salita in sella alla mountain bike?

Probabilmente molte, specie se si affrontano fondi sterrati molto differenti tra loro. Xavier Serrets, inventore di Whitecrow, deve essere partito da questo presupposto per progettare il suo sistema regolabile, composto da una ruota con un mozzo particolare ed uno pneumatico dalla camera d’aria “elaborata”.

Whitecrow è un’evoluzione di quanto già mostrato dagli pneumatici Schalbe ProCore che permette di cambiare in tempo reale e quante volte si vuole la pressione dello pneumatico, consentendo così di cercare le migliori condizioni di aderenza nonché di proteggere il cerchio della ruota dalle deformazioni tipiche degli urti post-salti con pneumatici “scarichi”.

Il funzionamento è semplice: il cuore meccanico è l’hub posto nel mozzo centrale, leggermente pesante, è vero, ma compensato dalla leggerezza del materiale usato per raggi e cerchio.

È lui ad azionarsi per far scambiare aria tra le due parti che compongono lo pneumatico: la camera d’aria è infatti divisa in due, con un serbatoio sempre ad alta pressione aderente al cerchio, in modo da proteggerlo, ed una parte esterna che può ricevere o cedere aria al serbatoio, modificando così la durezza della ruota e la sua aderenza su strada.

Rivolto prevalentemente al mercato delle ruote FAT o comunque degli pneumatici maggiorati, Serrets immagina una facile estensione nel mondo dell’enduro.

Forte di un brevetto sul proprio sistema, Whitecrow è però adesso in cerca di finanziatori o, meglio, di qualche nome interessato a produrre su scala commerciale il sistema.

 

 

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