Boulder, in Colorado, non dice nulla a chi non pratica sport all’aperto. Stimola immediatamente i sensi invece a chi si appassiona di trailrunning, arrampicata sportiva e mountain bike. Il perché è presto detto, trattandosi di una delle aree degli Stati Uniti che, sin dagli anni ’70 del Novecento, è meta di pellegrinaggio per tutti gli “impallati” del genere Outdoor. Eppure, malgrado l’evidente industria turistica che Boulder ha messo in piedi attorno agli sportivi, ad oggi continua a rigettarne una specie sempre più di moda: gli e-mountainbikers. Niente e-bike sui sentieri della contea, insomma.

Una scelta suicida? A quanto pare no. Andando contro lo spirito più comune che in altre parti del mondo ha lasciato che rapidamente le e-bike accedessero a sentieri di media come alta montagna, in alcuni casi incentivate dagli stessi locali dediti al turismo, la Boulder County Parks and Open Space si incaponisce nell’affermare che i sentieri vanno percorsi “con sforzi solamente umani”.

photo credit: gruntzooki Great “Dismount” glyph, sidewalk, Boulder, Colorado, USA via photopin (license)

La motivazione è legata alla salvaguardia dell’ambiente naturale, un tema che, proprio negli USA, l’IMBA ha già sollevato dal punto di vista dei bikers, e che in Europa diversi direttori di parchi naturali hanno iniziato a porsi.

La decisione di bannare – come si dice in gergo digitale ma, qui, in senso più che fisico – le e-bike dai trail è ancora più forte se si pensa che nel 2017 il governo del Colorado ha approvato una legge (la House Bill 1151) che degrada le e-bike da veicoli a motore alla pari delle normali bici.

Legislativamente, quindi, il Colorado ha incentivato la pedalata assistita e, forse proprio per reazione, la County Parks and Open Space, dipartimento che si occupa di proteggere le aree naturali, ha ribadito la sua posizione, coerente con sé stessa dal 1975, anno della sua fondazione.

photo credit: Zach Dischner Skewed via photopin (license)

Questo caso, di rilevanza locale ma significativo per l’importanza che Boulder ha nel mondo Outdoor non solo statunitense, fa emergere un problema che sarà probabilmente sempre più alla ribalta nei prossimi mesi: quello dell’impatto ambientale delle e-bike e, soprattutto, di chi le cavalca.

È possibile educare gli e-mountainbikers in modo da non dover scoprire tra qualche anno di aver sacrificato chilometri e chilometri di sentieri al solito demone speculativo che spesso anima il turismo?

Se è democraticamente giusto pensare che un pubblico sempre più ampio possa godere di parti del pianeta di difficile accesso (spesso rimaste così belle proprio perché selettive) è altrettanto giusto dal punto di vista etico sdoganarle ad una massa che non sempre potrebbe avere la preparazione fisica e la dose di rispetto necessarie a non lasciare un segno del proprio passaggio?

Non si tratta di problemi nuovi, l’alpinismo ne sa qualcosa: quando sono sufficienti i soldi (e nemmeno troppi) per arrivare ovunque, andare a ripescare i turisti con le AllStar ai piedi in un crepaccio sul Bianco diventa il problema minore.

3 COMMENTI

  1. Quindi in base alla tua conclusione se hai ho un ebike potenzialmente sei in incapace non rispettoso e se hai una MTB invece in automatico ami e rispetti la natura e hai doti tecniche per salire scendere in sicurezza… un testi di ingresso a tutti, sia pratico che teorico su guida e ambiente non sarebbe un po’ più democratico e meno razzista?
    Io le pratico entrambe ma per principio in un luogo con discriminazioni simili non vi andrei e non gli porterei un centesimo neanche sotto tortura.

    P.S.
    I ciclisti classici che oggi mentre passeggiavo con la signora ripartiti dalla fontanella han buttato via la sacchetta del gel energetico e che quando glie lo ho fatto notare mi hanno anche malamente risposto di farmi i miei e andare a quel paese ma con termini memo educati e cordiali però possono andarci… quelli si che sono educati e amanti della natura!

    • Buongiorno Simone, il punto non è avere o meno una MTB muscolare o a pedalata assistita. Leggendo bene l’articolo si noterà che l’argomento è la duplice posizione di due autorità competenti nelle aree parco del Colorado (non di tutti gli USA, dove vigono svariate normative autonome), una delle quali, tradizionalmente, non ammette veicoli motorizzati al loro interno.

      Sull’educazione dei ciclisti che ha incontrato non è il caso di parlare, un maleducato, ovviamente, è tale a prescindere dalla bici che utilizza.

      Non si tratta poi di “test di ingresso”, idea volenterosa ma applicabile solo in via teorica: l’articolo richiamava semplicemente l’attenzione su un fenomeno già vissuto dalle aree naturali montane ai tempi dello sfruttamento intensivo dello sci, ossia l’impatto ambientale che bici – muscolari o elettriche che siano – possono avere.
      Mi creda, come nel caso dello sci, alle motivazioni di quanti vedono nella mtb un modo per tenere in esercizio impianti e far girare l’economia turistica montana laddove in estate sarebbe asfittica, si contrappongono quelle di chi gestisce le aree naturali, che sono poi la vera risorsa di certe regioni: non tutti sono convinti che una crescita indiscriminata dell’offroad sia una soluzione sostenibile (si parla nella prospettiva di grandi volumi di persone, quindi in ottica di prossimo futuro).
      Le citerò un’albergatrice di una vallata alpina italiana che, dopo aver messo a disposizione dei suoi clienti delle e-MTB, mi ha raccontato di essersene pentita: da una parte, perché non tutti sono consci di ciò che stanno andando a fare e, facilitati dalla pedalata assistita, si mettono in situazioni che non sono in grado di gestire (il che, in montagna, si traduce spesso in onerosi interventi del soccorso alpino), dall’altra, perché dopo una stagione di sfruttamento dei trail i sentieri ne recano tracce evidenti.
      Ovviamente non sono contro la mtb e tantomeno contro il suo uso sui trail: penso solo sia più onesto raccontare che l’ambiente naturale è delicato, e tutti gli sport outdoor, se diventano “di massa” portano ad un’invasione di un ecosistema fragile. Basta già questo per deteriorare tesori naturali che hanno impiegato secoli per formarsi, anche senza maleducazioni di sorta.

      Cordiali saluti e grazie per aver commentato.
      A.L.

  2. Per l’appunto poi se devi pubblicare un articolo almeno documentati sufficientemente e fallo in modo completo… fino a 400w non sono bannato, e si da il caso che le ebike a pedalata assistita uso mtb sono per la maggior parte al di sotto di tale soglia.

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