A tutti sarà capitato di porsi il problema di come trasportare la bici: con il ciclismo urbano, a tanti la questione si porrà sempre più in città. Prendere la bicicletta per il verso sbagliato è infatti più semplice di quanto sembri, sopratutto se dobbiamo sollevarla di peso.

E’ un mezzo un po’ capriccioso e va saputa toccare nei punti giusti, altrimenti non collabora. Diamo per scontato che sia solo questione di trovarli, ma se questi punti in realtà non ci sono? Beh, allora bisogna inventarli. Recentemente ho intervistato Federico Kuschlan, padre di un’invenzione che veniva incontro proprio a questo tipo esigenza.

Il dispositivo di Kuschlan (di cui leggerete a breve) consiste in una sorta di manubrio proiettato verso l’alto, allo scopo di aiutare gli adulti a trainare biciclette per bambini. Sembra si tratti di un tema interessante, perché c’è un altro prodotto che si pone lo stesso obiettivo, seppur in forma diversa.

trasportare la bici
Little Lifter – Image via walnutstudiolo.com

Trasportare la bici nell’era del ciclismo urbano

Intendiamoci, le bici sono pensate per essere spostate pedalando, non sollevandole a mano o in chissà quale altra maniera. Ma come avrete capito ritorniamo sempre allo stesso punto, quello che da un po’ cerco di mettere in risalto.

Con la nascita del ciclismo urbano 2.0 si sono create nuove situazioni e altrettante necessità, molto lontane da quella che è la predisposizione originale della bicicletta. Il problema è che i mezzi in commercio per trasportare la bici non sono ancora aggiornati alle istanze che il mondo contemporaneo richiede. 

trasportare la bici
Little Lifter – Image via walnutstudiolo.com

In questo caso la questione riguarda la portabilità della bici quando non entrano in gioco le ruote: scale, muretti, fossi, vari tipi di barriere architettoniche o interruzioni stradali impongono che ci si alzi dalla sella e si sollevi la bicicletta. Immaginate ad esempio di dover scendere per le scale mobili di una fermata della metropolitana. Non troverete un punto veramente comodo per alzare la bicicletta senza dare fastidio a voi stessi o agli altri, un perfetto esempio che da la misura di come la bici da metropoli sia una nuova categoria e di quanto ci sia ancora da studiare per ottenere dei mezzi veramente adeguati.

trasportare la bici
Little Lifter – Image via walnutstudiolo.com

Little lifter: perchè non una maniglia per trasportare la bici?

Ma piano piano ci stiamo arrivando. Little Lifter è una maniglia appositamente creata per questo problema. Si inserisce sopra la pedivella, tra il canotto verticale e quello diagonale: una volta fissata raggiunge un equilibrio tra le due forze di trazione, da un lato e dall’altro, e non si muove più. Il punto scelto è strategico poiché corrisponde alla lunghezza media di un braccio col pugno chiuso, quello che serve per sollevare la bici e tenerla ferma lungo il fianco, quasi come una valigia. 

Sviluppata a Portland, in Oregon, la maniglia è divisa in tre parti, tutte in robusta pelle di cui è possibile scegliere il colore. Gli allacci si adattano facilmente a diversi tipi di canotto grazie alla cinghia con due differenti buchi. Dobbiamo dire però che sono contemplati soltanto i telai classici, quelli di bici come la Montag o in generale delle nuove e-bike pieghevoli è difficile che possano adattarsi a questo accessorio. 

Prodotto da Walnut Studio e presente su Kickstarter nel 2012 dove ha potuto effettuare la sua campagna di crowfunding, la maniglia Little Lifter è oggi disponibile per l’acquisto. Le recensioni sono promettenti e vista la semplicità dell’oggetto non sorgono particolari dubbi sul suo funzionamento o eventuali sorprese a cui dobbiamo stare attenti. Se siete interessati la potete trovare direttamente sul sito di Walnut al prezzo di 38,50 €.

Un’idea che ritengo molto valida, economica e che può davvero aiutarci quando abbiamo la necessità di sollevare la bicicletta da terra, evitandoci di effettuare creative contorsioni a volte anche poco sicure.

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