Il Made in Taiwan sostituirà il ben più famoso “Made in Cina”? Per le bici e i relativi componenti sembra che il vento stia cambiando.

batteria
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Più e-bike 

A Taiwan le esportazioni di biciclette elettriche hanno superato quelle delle biciclette tradizionali, con il valore delle prime che ha raggiunto un nuovo massimo per il periodo. E’ quanto afferma il Ministero delle Finanze taiwanese secondo cui le esportazioni di bici elettriche hanno raggiunto un totale di 550 milioni di dollari nel periodo gennaio-maggio, registrando una crescita del 44,2% rispetto all’anno precedente. Di poco ma comunque sotto, i dati riguardanti le bici tradizionali che registrano una crescita del 38% corrispondente a 530 milioni di dollari. I primi segnali di questo trend li aveva dati la Germania, facendo notare come la produzione di bici tradizionali stesse calando.

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Perché Taiwan?

A livello globale bisogna tenere conto del nuovo interesse verso forme di mobilità pulita (di cui l’e-bike è il principale rappresentante) e della crisi economica che ha investito soprattutto i più poveri. La motivazione specifica però è da ricercarsi nella strana e altalenante tensione tra Stati Uniti e Cina che ha spinto gli acquirenti stranieri a spostare i loro ordini a Taiwan, proprio mentre quest’ultima si confermava una dei più quotati produttori ciclistici della nuova era. Ma un ruolo importante lo svolgono anche i componenti per bici, dove il Made in Taiwan continua a dominare. 

L’Europa ha fame di componenti 

Gli Stati Uniti sono stati il ​​maggior acquirente di biciclette elettriche taiwanesi, rappresentando il 39,3% delle vendite totali nei primi cinque mesi dell’anno; l’Europa invece è stata la prima per quanto riguarda le biciclette tradizionali con il 67% del totale. Per la componentistica le esportazioni hanno totalizzato 1,74 miliardi di dollari, in crescita del 65,2 % rispetto all’anno precedente, con l’Europa di nuovo in testa aggiudicandosi il 53,6 % delle vendite totali davanti a Stati Uniti (14 %) e ASEAN – Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico – (12%). Che la Cina stia in qualche modo pagando le scelte fatte in termini economici, industriali e di politica estera?

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