La bicicletta è emersa come il mezzo di trasporto più resistente durante la pandemia di COVID-19, consentendo a milioni di cittadini di rimanere attivi e in salute. I governi dell’UE devono ora intensificare e sostenere questo slancio positivo includendo progetti di bilancio dedicati alla ciclabilità“. E’ quanto afferma Jill Warren , CEO di ECF, dopo aver analizzato i piani di ripresa presentati all’UE dagli Stati membri.

Metà UE trascura la bicicletta 

Secondo la Federazione Europea dei Ciclisti (ECF), oltre la metà degli Stati membri dell’Unione europea sta trascurando la bicicletta nei loro piani di ripresa post-pandemia, perdendo miliardi di euro in benefici economici e sanitari. Una nuova analisi fatta proprio da ECF sui piani nazionali di recupero degli Stati membri e presentati all’UE, mostra che solo sei di questi li stanno utilizzando correttamente. Un vero peccato perché grazie alla bici, soprattutto elettrica,  si potrebbe promuovere la ripresa occupazionale e la crescita dell’economia verde. Basti pensare che secondo uno studio del 2014 , il raddoppio del livello di ciclismo potrebbe portare in Europa più di 1 milione di posti di lavoro.

Angela Merkel

Germania, la grande assente 

L’assenza della Germania è certamente quella più eclatante tra i paesi coinvolti. La nazione guidata da Angela Merkel ha infatti stanziato 3,2 miliardi di € per l’acquisto di auto elettriche e ibride ma nulla per le e-bike, nonostante l’obiettivo dichiarato di diventare una nazione ciclistica entro il 2030. Tra i paesi rimasti indietro c’è anche la Spagna il cui piano si impegna a puntare sulla sostenibilità, la mobilità sicura e connessa nelle aree urbane, senza però includere alcun riferimento esplicito alla bicicletta. Anche la Finlandia e la Croazia mirano a promuovere il turismo sostenibile nei loro piani, ma non forniscono alcun dato rivolto ad esempio al cicloturismo.

E l’Italia? 

Come si vede dal grafico l’Italia è tra i sei paesi virtuosi inseriti in fascia verde. Questo è possibile grazie ad un programma investimenti da 600 milioni di € dedicato al “Rafforzamento della mobilità ciclistica” con piani di manutenzione delle infrastrutture ciclabili e la realizzazione di nuovi 1.200 km di percorsi turistici e 570 km di piste urbane. Da segnalare anche Belgio e Romania, anche loro in fascia verde: il primo per la particolare attenzione rivolta ad alle barriere architettoniche e al tema dei parcheggi, la seconda per la volontà di andare a modificare parte della legislazione riguardante le bici e per il progetto di ben 3.000 km di piste ciclabili.

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