Gli speed pedelec, ossia le biciclette elettriche che raggiungono un massimo di 45 km/h, iniziano a farsi sentire: nel 2018 se ne è venduto l’8% in più sul mercato olandese, ritenuto fondamentale per leggere i movimenti futuri nel resto d’Europa.

I Paesi Bassi sono da sempre un indicatore per i segmenti pionieristici della mobilità, trattandosi di un mercato – se non “il” mercato – tra i più maturi quando si parla di nuove tendenze e di mobilità alternativa.

I Paesi Bassi spesso fanno da apripista per i mercati a loro affini: Danimarca, Svezia, Norvegia, Belgio e soprattutto Germania, in grado di aprire il discorso a numeri ben più consistenti.

Gli speed pedelec tengono su il segmento dei ciclomotori

Sì, eccedendo il limite di 25 km/h (250 W di potenza) previsto per la categoria “pedalata assistita” dalla UE, queste biciclette elettriche stanno sotto la dicitura L1e-B, in pratica la stessa dei vecchi “cinquantini”.

Quarantacinque chilometri orari di velocità massima consentita, 4 kW di potenza: infatti i dati di mercato olandesi vedono le speed ebike inserite fra i “moped”, i ciclomotori da 50cc, segmento di per sé in fase stagnante non fosse proprio per le nuove arrivate.

Le speed ebike, infatti, dopo il loro ingresso sul mercato sotto l’omologazione approvata dalla UE a partire dal 1 Gennaio 2017, hanno raggiunto in due anni il 14,7% di share del segmento di mercato olandese dei ciclomotori.

La crescita dal 2017 ai primi 11 mesi del 2018 è stata dell’8%: il dato significativo, in quanto costituisce un termine diretto di paragone, è che si sono vendute 16.414 unità complessive – il 15,6% in meno – delle quali 2.405 speed pedelecs.

Un’offerta di qualità

Ciò che va ancora rilevato è come a farla da padrone non siano bici “accessibili”, bensì le top di gamma. Chi detiene il 36% del mercato degli speed pedelecs è Stromer, azienda svizzera che vende bici elettriche in un range di prezzi tra i 5mila ed i 10mila euro.

Ad inseguire si trova Riese & Müller, altro nome noto per la qualità e non certo per l’economicità dei prodotti. Vi sono poi Marchi legati alla realtà locale come Dutch ID, Gazelle, Specialized, Accell Netherlands (Batavus, Sparta, Koga), Flyer e Qwic.

In totale 9 competitor per un mercato ancora agli albori, ma sul quale Belgio e Paesi Bassi (oltre che la Svizzera) stanno spingendo molto anche con campagne di incentivazione.

Altrove le speed ebike non sono viste di buon occhio: troppo veloci per “sfuggire” ad un’omologazione da ciclomotore e dai relativi obblighi (casco, assicurazione, etc.) sono probabilmente desiderate dai consumatori, ma corrono il rischio di essere protagoniste di una mistificazione tra le categorie della bicicletta e degli scooter.

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