Stessa bicicletta, stesso tester, stesso pantaloncino, stesso assetto ma nella nostra prova è cambiato uno dei componenti più importanti (se non il più importante) per un ciclista: la sella!

Controllo incrociato

SLR Boost (a SX) e SP-01 Boost (a DX) – PH Credit Roberto Zanetti

SP-01 Boost e SLR Boost rappresentano la storia passata, il presente ed il futuro di Selle Italia; prodotti in grado di assecondare le tendenze e di anticiparle, restando sempre ai vertici di un mercato in continua evoluzione. Sono state montate sul cannotto della nostra Carrera Erakle Air e messe fisicamente alla prova pedalandoci per circa duemila chilometri, alternandole in modo equo a seconda degli allenamenti o delle gare in cui abbiamo corso in questo scorcio di stagione. Da tali verifiche sono emersi dei dati diametralmente opposti anche se i concetti di “sella”, per l’azienda di Asolo, restano sempre i medesimi: qualità, stile, comfort, leggerezza.

Cominciamo dal primo: la qualità.

Nulla da dire, entrambi i modelli sono studiati e prodotti con gli ultimi ritrovati in termini di innovazione tecnologica e di materiali, tutti fattori che li distinguono e conferiscono valore aggiunto. Anche dal punto di vista estetico, pur essendo differenti tra loro, godono di una linea raffinata e compatta. Un design esclusivo, elegante, mai banale, che asseconda le preferenze di un vasto pubblico di appassionati. Personalmente l’adattamento ai nuovi prodotti di Selle Italia ha richiesto più tempo sulla SP-01 Boost, correggendo più volte arretramento, avanzamento ed altezza fino a trovare il giusto compromesso di prestazioni e comfort.

SP-01 Boost nella versione L3 Kit Carbonio Superflow usta per il test – PH Credit Roberto Zanetti

Sulla SLR Boost, invece, è stato sufficiente appoggiare il fondoschiena sulla sella e partire spediti, come se la si usasse da sempre. Questo anche grazie al  BRP (Biomechanical Reference Point), il punto in cui la sella raggiunge la larghezza di 70 mm e dal quale abbiamo potuto misurare con precisione i parametri utili per il giusto posizionamento. Ma ci sembra giusto precisare: non esiste un tempo e uno standard per definire quale sia la sella più adatta a noi. A prescindere dal modello e dal marchio, solo i chilometri macinati sulla strada ci possono dare le risposte più consone alla nostre esigenze e al nostro modo di interpretare la bici.

SLR Boost nella versione S3 Kit Carbonio Superflow usata per il test – PH Credit Roberto Zanetti

Stile

SP-01 Boost e SLR Boost appartengono alla nuova categoria di selle con punta smussata, più corte di circa 2,5 cm rispetto alla versione tradizionale (24,8/25,00 cm contro 27,5 cm). Una tendenza che ha preso piede nel mondo professionistico (basta vedere i team e gli atleti che le hanno utilizzate nell’ultimo Giro d’Italia), diffondendosi anche tra gli amatori evoluti alla ricerca di un prodotto molto performante.

All’inizio, una volta seduti in sella, si ha la sensazione che manchi qualcosa a cui tradizionalmente si è abituati. Pedalandoci, invece, rientra tutto nella normalità anche perché il punto d’appoggio delle ossa ischiatiche resta invariato. Anzi, si ha quasi l’impressione di essere più stabili godendo di maggiore sicurezza nei microspostamenti durante la fase di spinta.

Comfort

Il denominatore comune della comodità è senza dubbio il largo solco centrale, ancora più marcato nella SP-01 Boost, che favorisce in modo determinante lo scarico d’appoggio nella zona perineale/prostatica. Inoltre, sul medesimo modello concepito con l’esclusiva tecnologia Suspension Link Movement (due parti posteriori indipendenti tra di loro) la sella si adatta al movimento del bacino, garantendo maggiore libertà di pedalata, capacità di flessione laterale e di ammortizzazione.

Tecnologia Suspension Link Movement – PH Credit Roberto Zanetti

Essendo “chiusa” sul retro ciò non avviene sulla SRL Boost (che resta leggermente più rigida) ma la sua linea fine e il leggero rialzo sulla parte posteriore, che aiuta a trovare e mantenere facilmente la posizione ideale di seduta, personalmente a noi l’hanno fatta preferire nel corso del questo interessante test comparativo.

Leggerezza

Anche in questo caso la nostra scelta ricade sulla SLR Boost che, nella versione S3 Kit Carbonio Superflow ferma l’ago della bilancia sui 123 gr! Un peso piuma davvero considerevole favorito anche, come abbiamo già detto nei precedenti punti di confronto, da una misura più corta di 2,5 cm e da una generosa fessura di scarico d’appoggio nella zona perineale/prostatica. Una sella classica dalla linea intramontabile, rivista con accorgimenti tecnici e materiali pregiati di altissima qualità; ultima erede di una dinastia che ha fatto la storia del prestigioso marchio veneto.

Decisamente più innovativa, la SP-01 Boost rispecchia quello che è il carattere sportivo di una sella da corsa; meno tradizionale ma allo stesso tempo, come dicono in Selle Italia, rivolta a “stabilire un nuovo paradigma di avanguardia in materia di selle”. Un peso 160 gr. nella versione L3 Kit Carbonio Superflow, grafiche al laser, design di tendenza che può piacere o non piacere – questo è sempre molto soggettivo – senza però mettere mai in dubbio come la particolare forma sdoppiata nella parte posteriore accompagna un contenuto tecnico importante, esclusivo e futuristico.

SP-01 Boost e SLR Boost sono disponibili in tre diverse versioni: Kit Carbonio, TI 316 e Manganese a seconda del materiale del rail. Sono proposte nella variante Superflow (taglia L3 – 145×248 ed S3 – 130×248/250), con ampio foro centrale di scarico, nell’unica colorazione nera. I campioni testati costano rispettivamente, al pubblico IVA compresa, 269,90 la SP-01 Boost e 299,90 la SLR Boost. SLR Boost è proposta da Selle Italia anche nella versione LadySLR Boost Lady, con rail in TI316 e padding più confortevole, pensata e concepita per adattarsi alle necessità del pubblico femminile. Grazie ad una maggiore imbottitura in Gel, unita alla tecnologia Superflow, assicura un comfort di pedalata senza precedenti anche al “gentil sesso”.

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