Luci per bici, una questione importante

Più volte abbiamo ricordato di come il mondo bike tragga ispirazione da quello automobilistico. Le biciclette stanno diventando mezzi di trasporto urbani sempre più attrezzati e adatti a muoversi in città. E’ importante notare che le case produttrici stanno integrando all’interno dei mezzi tutti quegli accessori che di solito bisogna acquistare separatamente, così da offrire dei prodotti all-in-one che coprano tutte le esigenze degli ciclisti nel traffico. Continuiamo a ribadire l’importanza di far parlare lo stesso linguaggio a tutti i mezzi che si muovono sulle strade, piccoli o grandi che siano.

Uno degli accessori più rilevanti in questo contesto sono le luci di segnalazione, fonte di controversie per molti ciclisti che non sanno bene se dotarsene in quanto persi nell’ambigua offerta di prodotti ancora poco diffusi e sottovalutati.

Ma alcuni invece ne hanno capito la loro importanza.

luci zarathustra
Zarathustra via newatlas.com

Zarathustra, ad hoc per le bici

Ispirati all’Audi A8, gli indicatori luminosi Zarathustra dispongono ciascuno di un anello di 20 LED che lampeggiano in sequenza, uno dopo l’altro fino a completare l’intera strip. Progettati in Germania, sono composti da due manopole in alluminio con rivestimento in pelle, che  si sostituiscono a quelle presenti sulle proprie barre. Con un semplice tocco del pollice sui pulsanti, si attivano gli anelli LED per indicare la svolta imminente. Queste strip circolari possono anche essere  lasciate accesi come segnalatori di posizione o per fungere da luci di emergenza facendole lampeggiare entrambe allo stesso tempo.

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Zarathustra: i fanali delle Audi A8 – via newatlas.com

Inoltre, i sensori montati sotto ciascuna leva del freno rilevano quando quest’ultima viene tirata attivando così entrambe le luci rosse dedicate, teoricamente come una luce di stop. Dico teoricamente perché come più volte abbiamo precisato, sarebbe sempre meglio che gli indicatori di frenata siano posizionati nella parte posteriore della bici, ben visibili: chissà che non implementino una terza luce nelle prossime versioni. Di certo però non fa male averle anche sul davanti. 

Le impugnature Zarathustra, impermeabili, possono inoltre essere facilmente rimosse: ciò consente sia di caricare con calma la loro batteria, sia di evitare che vengano rubate quando la bicicletta viene lasciata incustodita. Il livello di carica viene monitorato tramite un’app iOS / Android, che consente inoltre di accedere a modalità operative aggiuntive e di regolare la luminosità e il colore delle luci.

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Zarathustra via newatlas.com

Ancora giovani ma promettenti

Luci quasi perfette dunque, se non fosse per la loro dimensione probabilmente ancora troppo ridotta per essere visibile di giorno in mezzo al traffico (ma questo è un problema delle luci per bici in generale).

Inoltre, se per un automobile l’illuminazione dinamica è coerente con l’indicazione del senso di marcia, per la bici non vale lo stesso, in quanto in Zarathustra l’accensione in sequenza avviene circolarmente. In ogni caso l’idea è promettente, soprattutto per quanto riguarda il sistema di frenata accoppiato alle leve, che mi sbilancio a dire che potrebbe essere la strada da seguire.

Se siete interessati Zarathustra è attualmente oggetto di una campagna Indiegogo. Un impegno di US $ 99 (86 €) vi farà ottenere un set, quando e se raggiungeranno la produzione. Il prezzo al dettaglio pianificato  invece sarà di $ 199 (174€). Un 50% in meno niente male.

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