Uno dei principali ostacoli al diffondersi delle biciclette in città è il problema della sicurezza quando queste si trovano parcheggiate. In quella situazione le nostre amate si trovano esposte ad alcuni rischi che sarebbero facilmente evitabili se si attuassero delle scelte politiche volte a rendere le due ruote a pedali il mezzo di trasporto principale per lo spostamento cittadino, degno dunque di tutela in tutte le sue fasi di esercizio.

Ne risentono soprattutto salute urbana ed economia di settore, in quanto i potenziali ciclisti urbani non si avventurano nell’acquisto di costose bici elettriche dal momento che le amministrazioni non provvedono ad investire nei servizi dedicati, innescando così un deleterio circolo vizioso inutile per tutti. Per fortuna, come abbiamo scritto in altri articoli, esistono diverse soluzioni per proteggere le bici, e in tutto il mondo i creativi si stanno davvero sbizzarriti: antifurti di ogni tipo, app che geolocalizzano il proprio mezzo, perfino siti che aiutano a ritrovare le bici rubate. Lode al merito per queste iniziative, ma se si andasse ancora più alla radice del problema?

Screenshot via ChannelNewsAsia on YouTube

A Singapore è infatti nato il primo parcheggio sotterraneo automatizzato per biciclette. Chiamato SecureMyBike, il sistema, situato all’interno del quartiere Admiralty, può ospitare oltre 500 biciclette: gli utenti possono scegliere uno dei tre chioschi per depositare il loro mezzo, insieme ad altri accessori come caschi o scarpe, in una singola cella di stoccaggio. Le celle di stoccaggio sono alloggiate in tre alberi cilindrici sotterranei separati, ciascuno dei quali si estende per circa 10 metri sotto terra. Ogni albero immagazzina 167 biciclette, distribuite su sette livelli. L’Autorità per i trasporti di Singapore (LTA) ha affermato che il nuovo parcheggio completerà l’attuale a livello di superficie, così da promuovere il ciclismo in particolare per gli spostamenti a breve distanza all’interno dell’Admiralty.

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Ovviamente i costi non sono stati contenuti ma l’operazione è un grosso investimento che permetterà anche di capire se il modello può essere esportato in altri quartieri. Per incentivare e diffondere l’idea, il governo ha stabilito che il SecureMyBike sarebbe stato gratuito per gli utenti fino al 31 gennaio. Dal 1 Febbraio al 30 aprile, possono scegliere di pagare un canone mensile di $ 22 per l’uso illimitato, o 25 centesimi all’ora. A partire dal 1 Maggio invece, la quota mensile sarà di $ 48 al mese, o 45 centesimi l’ora e chiunque vorrà utilizzarlo dovrà preventivamente registrarsi. Il successo per il momento pare esserci, anche se molti hanno lamentato gli elevati costi mensili di abbonamento, ai quali LTA ha risposto che nonostante siano necessari al mantenimento della struttura, si prenderanno comunque in considerazione le osservazioni fatte per dei ritocchi sul prezzo nel futuro.

L’idea, nonostante presenti alcune fisiologiche problematicità, è sicuramente una soluzione valida che potrebbe definitivamente tagliare la testa al toro per quanto riguarda le difficile gestione delle biciclette parcheggiate. Un investimento sul lungo periodo che forse, in paesi come il nostro, può essere applicato su piccola scala in maniera capillare, almeno agli inizi.

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