Italia terra di santi, navigatori ed inventori: su quest’ultima categoria di persone ci soffermiamo parlando di Pin Bike, un’app che ha alle spalle un’idea intelligente, pratica e pronta a dimostrare come la bicicletta possa divenire uno stimolo sociale ed economico.

Iniziamo col mettere i puntini sulle “i”: Pin Bike è un progetto pugliese, insignito del premio “Pugliesi Innovativi” (il cui acronimo è proprio PIN) e finanziato dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione regionale, proveniente dal Ministero dello Sviluppo Economico su base europea.

Chiusa la parentesi istituzionale, possiamo pure dire che si tratta di una strategia di promozione della ciclabilità definibile “game changer”, ossia in grado di cambiare le regole del gioco.

Pin Bike è un app collegata ad un dispositivo che certifica quanto tempo si trascorre in sella, aprendo al ciclista urbano orizzonti inaspettati ma servendo al contempo un assist a tutte quelle realtà sul territorio che vogliono farsi conoscere e, a loro volta, sostenere l’uso della bici.

Della sua esistenza ci si dimentica, una volta installato: posizionato sul mozzo della ruota, fa il suo dovere in autonomia, registrando i chilometri percorsi dalla bicicletta. Il resto avviene tramite smartphone, tenuto in bella vista al centro del manubrio.

Chi pedala è introdotto in una comunità di utenti e affiliati dai quali trarre vantaggi di svariato genere, chi ha qualcosa da offrire – come ristoranti o negozi – ha modo di accattivare nuova clientela, enti pubblici e privati hanno a disposizione uno strumento per incentivare e monitorare una pratica virtuosa.

Come? Il meccanismo è semplice: più si usa la bici, più si accumulano punti. Più punti si hanno, più si può approfittare di benefit messi in palio dagli esercenti affiliati.

Facciamo un esempio: se pedalate 10 chilometri al giorno per recarvi al lavoro, ottenete dei punti che potrebbero valervi un coupon al ristorante, facendovi risparmiare il costo del pranzo. Oppure potreste ottenere uno sconto su un’articolo sportivo o ancora spenderli su siti di e-commerce aderenti.

Trovare i luoghi in cui spendere i vostri punti non sarà poi difficile perché tramite la geolocalizzazione dello smartphone, gli esercizi commerciali che fanno parte della community saranno indicati sul vostro cammino; anzi, potranno essi stessi segnalarvi la possibilità di ritirare dei premi, opzione utile per i commercianti che vogliono farsi conoscere ad una clientela sempre più ampia.

Il vostro Comune potrebbe poi decidere di attivare una campagna di incentivi e raddoppiare i punti a chilometro: Pin Bike può essere uno strumento di monitoraggio dell’uso delle due ruote utile per le Pubbliche Amministrazioni, interessate alla bici sia per questioni ambientali che di risparmio (secondo voi rovinano di più l’asfalto 100 bici o 10 SUV?).

Infine, anche sul lavoro potrebbero invogliarvi ad usare Pin Bike.

Per le aziende instaurare pratiche sane come il commuting in bici è un modo per trasmettere un messaggio positivo, rivolto alla sostenibilità e, insieme, un modo per tagliare costi (relativi a parcheggi, ad esempio) niente male.

Insomma, Pin Bike strizza l’occhio un po’ a tutti: basta che siate disposti a pedalare.

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