Ne parlammo nel novembre scorso, quando Pin Bike e la sua idea di lanciare un’economia circolare basata sulla pedalata urbana erano un ambizioso progetto targato “PIN – Pugliesi Innovativi” con il sostegno della Regione Puglia: adesso la gamification a misura di ciclista è in procinto di vedere la luce nelle principali città pugliesi.

Perché tanta attenzione per Pin Bike? Semplice: si tratta di uno dei primi, se non il primo, progetto (divenuto ormai brevetto) che tangibilmente propone in Italia uno schema autoincentivante basato sull’uso della bicicletta e sulla sua conversione in benefit.

Attori principali sono i ciclisti urbani ma – qui sta l’interessante – ad essere coinvolti sono potenzialmente aziende, esercizi commerciali ed enti pubblici. Il tutto grazie ad un’idea flessibile, in grado di generare una prassi che si autoalimenta e senza diretto scambio di denaro.

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Credit: Pin Bike via Facebook

Pin Bike: economia circolare & gamification Made in Sud

Il progetto, come potete leggere sul nostro articolo dello scorso autunno, nacque in seno ad un finanziamento della Regione Puglia che, tramite il concorso “PIN – Pugliesi Innovativi”, promuoveva quelle idee imprenditoriali degne di nota in un Sud Italia che, troppo spesso ed ingiustamente, è accostato ad un preconcetto di scarsa iniziativa.

Ebbene, Pin Bike oggi è una start up, il suo progetto è un brevetto ed il debutto nel mondo reale è ad un passo.

Questo perché l’idea sta raccogliendo consensi, ponendosi oggi come uno dei rari casi (in Italia, forse, l’unico) di sistema certificato per il monitoraggio e la raccolta di “buoni mobilità”. Cosa vuol dire?

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Credit: Pin Bike via Facebook

In parole povere, montando sulla propria bicicletta quello che è poi un kit di modestissimo impatto in termini di peso e dimensioni (che fa per anche da supporto per smartphone, targa catarinfrangente, luce…), ogni pedalata viene registrata, geolocalizzata e certificata: garantendo di non farsi trarre in inganno dal semplice movimento delle ruote, il dispositivo brevettato emette un conteggio dei chilometri pedalati che equivale a dei punti.

Qui entra in gioco il concetto di economia circolare: tu pedali, raccogli punti ed acquisisci il diritto a convertirli in beni. Chi te li riconosce? Chi fa parte della community Pin Bike: aziende, che possono convertire i punti in piccole diarie o in premi ai propri dipendenti, negozi e ristoranti, che possono offrire sconti o buoni pasto, persino enti pubblici, che in cambio possono decurtare tasse locali o concedere altri piccoli privilegi.

Si tratta di un vero e proprio circolo virtuoso, dove ognuno ha qualcosa da guadagnare: le aziende in immagine “eco friendly” ed in mancate spese per mantenere parcheggi e servizi simili, tutti i tipi di negozianti, ristoratori o fornitori di servizi per la possibilità di attrarre e fidelizzare nuova clientela, gli enti pubblici per il risparmio che porterebbe lo scaricare le strade dal traffico veicolare su svariati fronti.

Il tutto basato sul principio del gioco: la gamification è anche questo, ossia il tradurre un’azione reale in qualcosa di virtuale che poi, a sua volta, innesca altri circoli, in questo caso, virtuosi.

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Credit: Pin Bike via Facebook

Pin Bike dalle parole ai fatti: dopo i riconoscimenti, tutto pronto per lo start

Gli scorsi 11 e 12 Maggio a Carovigno (BR) Pin Bike ha, in quakità di start up, vinto la categoria “Fin Tech” della I edizione di “Ready to START – Wake UP, concorso organizzato dal Distretto Rotary, cui è seguito, il 23 Maggio, il riconoscimento nell’ambito “Città, infrastrutture e capitale sociale” nella 29° edizione del Forum PA che si è tenuto a Roma.

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Credit: Pin Bike via Facebook

Adesso manca solo la classica prova del nove: la verifica sul campo.

Bari, Andria, Corato, Bisceglie e Ruvo di Puglia sono le prime città che a breve vedranno Pin Bike attivo: vi sarà chi parteciperà come negozio, ci sarà chi incentiverà la raccolta punti lungo i tragitti casa-lavoro e casa-scuola.

Esiste anche una declinazione dell’economia circolare generata da Pin Bike anche in chiave sportiva: il kit Pin Bike può essere acquistato anche da singoli utenti per avere accesso alle premialità della rete nazionale offerte da e-commerce e catene commerciali con diversi punti vendita sul territorio nazionale che possono registrarsi tramite il portale web www.pinbike.it.

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Credit: Pin Bike via Facebook

Nico Capogna, CEO di Pin Bike: “Noi crediamo che ad oggi la bicicletta sia ancora il mezzo più innovativo e moderno per gli spostamenti, soprattutto in città. Perché, semplicemente, è sostenibile. 
L’utilizzo della bici è solo una questione di mentalità. E’ per questo motivo, che, ci sentiamo di dirlo, Pin Bike rappresenta una soluzione molto più diretta, concreta e soprattutto economica, rispetto a nuovi e costosi servizi di bike sharing.”

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