L’ente di trasporto pubblico parigino insieme all’associazione Mieux se déplacer à bicyclette (MDB) ha condotto un esperimento sociale che sembra quasi una lezione di educazione civica.

Cambiare punto di vista 

Devi avere coscienza, non paura” diceva Brad Pitt ad Edward Norton in un famoso film degli anni ‘90. E il modo migliore per prendere coscienza di qualcosa è cambiare la prospettiva che siamo abituati ad avere. La città di Parigi si è inventata un curioso esperimento che permetterà ai ciclisti partecipanti di pedalare con maggiore consapevolezza nel traffico. Come in quegli show televisivi dove i personaggi si scambiano le loro vite, ciclisti e pedoni sono stati invitati per un giorno a mettersi al volante di un autobus. Questa singolare giornata organizzata dalla RATP (ente di trasporto pubblico parigino), dal Comune, dalla Questura e dall’associazione Mieux se déplacer à bicyclette (MDB) si è svolta lo scorso 4 Novembre e sembra essere stata un successo.


Gli obiettivi dell’esperimento

L’opportunità di calarsi nei panni di un autista di autobus ha permesso ai partecipanti di scoprire tutte le criticità di chi sta “dall’altra parte”, in particolare relativamente al rapporto con pedoni e ciclisti. Gli obiettivi del progetto erano sostanzialmente quattro:

 

  • Ridurre significativamente il numero di incidenti
  • Imparare a condividere la strada
  • Rendere maggiormente consapevoli dei pericoli
  • Ricordare alle persone le normative

 

Questo attraverso diversi workshop di sensibilizzazione sui rischi legati agli angoli ciechi, alle manovre di spostamento, all’uso dei monopattini e alle norme di sicurezza stradale.

via facebook.com

Una bella lezione 

È peggio di quanto immaginassi“, sussurra dall’abitacolo del suo bus Christophe, uno dei ciclisti partecipanti. Guidare mezzi pesanti nel traffico urbano significa andare incontro a molte difficoltà, comprensibili solo toccandole con mano. Basta pensare al problema degli angoli ciechi, per il quale proprio in Francia è stato creato un apposito cartello da incollare sull’autobus, oppure al problema della svolta stretta, che implica un temporaneo allargamento del mezzo verso la direzione opposta (anche fino ad 80 cm). “Quando i ciclisti sono dietro un autobus che sta per svoltare, possono avere l’istinto di superarlo: qui sta il pericolo perché l’offset che si crea può determinare un incidente“, sostiene Eddy, assistente allenatore della RATP.

L’esperimento condotto a Parigi è sicuramente uno dei migliori esempi di educazione civica degli ultimi tempi: niente più del mettersi nei panni degli altri può farci migliorare come società, anche quando ci troviamo alla guida.

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