Per la seconda volta in un breve lasso tempo incontriamo una bicicletta con un sistema di pedalata che fa d’istinto storcere il naso a chiunque. Nonostante il primo impatto NuBike è in realtà un ottimo prodotto che offre numerosi ed inaspettati vantaggi, tanto da mettere in discussione il settore stesso per come lo conosciamo.

pedalata nubike
Nubike via @nubikemfg on Instagram

NuBike, ripensare la bici si può

NuBike non è un nome scelto a caso, si tratta davvero di una bicicletta innovativa quasi sotto ogni aspetto, e non sarebbe sbagliato definirla rivoluzionaria. Il suo metodo di funzionamento in effetti lo è, e se non fosse un termine troppo delicato da usare sarebbe quello giusto.

Avevamo già avuto modo di conoscere questo sistema di pedalata grazie al modello chiamato StepTwinBike e, pur avendolo elogiato per alcuni aspetti, forse l’avevo sottovalutato senza  certamente pensare che un giorno potessi considerarlo un esempio da seguire. StepTwin e NuBike, non si sa bene se sia arrivata prima una o l’altra (quando si parla di invenzioni nn c’è quasi mai certezza), fatto sta che entrambe queste biciclette si propongono come un’alternativa al classico metodo di funzionamento che sembrava essere, almeno lui, irremovibile.

NuBike e la sua collega vanno a smuovere questa certezza; e forse non è un male.

pedalata nubike
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La pedalata lineare e la città

Questo tipo di pedalata prevede che la gamba compia un affondo lineare verso il basso invece che una rotazione, che l’impulso al movimento sia dato quindi come la carica che si può dare ad un motore e non ricalcando il movimento circolare della ruota.

Quando pedalo per andare al lavoro di solito indosso pantaloni che non sono certamente comodi come una tuta. I jeans poi sono i più difficili da utilizzare in bicicletta, per quanto li porto piuttosto morbidi e non troppo aderenti.

Mi sono reso conto che i problemi maggiori durante la pedalata arrivano durante la fase di ritorno della rotazione sulla pedivella, cioè quando la gamba risale da dietro. In quei momenti si creano attriti nella zona inguinale e compressioni lungo tutto l’arto (soprattutto al ginocchio) dovute al movimento all’interno dei pantaloni che stringono sui muscoli. Se questo fenomeno non si nota quando utilizziamo la bici per fare sport, è particolarmente evidente se la usiamo come mezzo di trasporto cittadino, dove siamo vestiti diversamente.

E’ dura da ammettere, ma forse il classico sistema di pedalata circolare non è il migliore, soprattutto per uno urban-biker. 

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La fine di un epoca?

NuBike, in quanto modello a pedalata lineare, presenta diversi vantaggi, sia in termini prestazionali che salutistici.

Innanzitutto il suo telaio (in fibra di carbonio) è progettato con una forma inusuale studiata per ottimizzare materiale ed ingombri a parità di resistenza alle sollecitazioni. Le pedivelle sono quindi simmetriche e hanno il loro fulcro direttamente sul mozzo posteriore, sede del meccanismo di spinta che elimina completamente il bisogno di una catena (e di tutta la manutenzione derivante). Ogni affondo che esercitiamo con la gamba fa girare la ruota e la cosa interessante è che non siamo vincolati ad alcun ritmo di rotazione: le leve sono molto più lunghe delle pedivelle tradizionali, tali che i ciclisti sono in grado di fornire più coppia (e quindi più potenza) per una stessa quantità di sforzo.

Rodger, il suo inventore, dichiara inoltre che, poiché i pedali si muovono solo in verticale, i ciclisti possono usare più efficacemente la forza di gravità per spingerli verso il basso, oltre che eliminare completamente il movimento passivo di semi-rotazione posteriore. E questo ha effettivamente senso. 

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Dice anche che il sistema sia benefico per fianchi, ginocchia e caviglie, in quanto limita di molto i movimenti a cui le giunzioni sono sottoposte. E anche questo ha molto senso.

Come StepTwinbike poi, vale lo stesso concetto di assenza di sollecitazioni da impatto con il terreno sui piedi, inevitabile fenomeno che avviene quando corriamo (la pedalata lineare ricalca un po’ il mondo della corsa e dello step) e che scompare su modelli di bicicletta di questo tipo.

Infine, sempre secondo il produttore, NuBike consente più cambi – l’attuale prototipo di bici da strada ne ha quattro, anche se Rodger ci dice che i futuri modelli a basso prezzo (come le bici e le cruiser per bambini) ne avranno meno.

Attualmente il prototipo pesa 22 libbre (10 kg): sostituendo le attuali leve in alluminio 7075 con quelle in magnesio, e apportando altre modifiche, si spera che il prodotto commerciale finale arrivi a 18 libbre (8 kg). Niente male!

Personalmente credo che modelli come NuBike abbiano tutte le carte in regola per imporsi in parallelo alle classiche biciclette. I vantaggi sono innegabili, forse bisogna studiarli meglio sotto il profilo economico, se realizzare una pedalata lineare contenga oppure no i costi (molto importante).

Vi terremo aggiornati sugli sviluppi di questo prodotto, per adesso presente soltanto su Kickstarter dove la campagna è purtroppo terminata e sul sito ufficiale.

5 COMMENTI

  1. Da ingegnere meccanico, sono stato colpito molto da questo modello di bicicletta.
    Per il lato economico, si pensi che senz’altro mettere tre aste è assai meno costoso e relativamente problematico che realizzare una catena e due ruote dentate.
    Sono esattamente le soluzioni che si ricercano. Nonchè, “a vista”, perchè dovrei provarla per giudicare, mi sembra effettivamente che consenta un movimento più naturale. Inoltre si ha l’indubbio aumento di momento a parità di forza esercitata, oltre a poterne esercitare più agevolmente di più.

  2. Buongiorno Orazio, grazie del commento!
    Condivido la sua opinione, credo che questa bicicletta, e più in generale questo sistema di pedalata, abbiano diversi vantaggi. Il risparmio si riscontra sia sul piano umano, in termini di efficienza e minor dispendio di risorse dal breve al lungo periodo da parte del ciclista, che su quello produttivo (mancano diversi elementi che hanno un impatto economico). Mi stupisco anzi che non venga presa seriamente in considerazione come alternativa alla pedalata circolare, visto che in realtà è da molto che se ne parla di questo principio di funzionamento. L’unico problema che riscontro è relativo alla sua manutenzione e alla conoscenza del sistema che del personale qualificato può ancora non avere.

  3. Buongiorno a tutti,
    Volevo sapere se a livello agonistico ci sono dei regolamenti che obblighino l’utilizzo di biciclette con pedalata circolare e catena, oppure se domani si presentasse uno ad una gara con una bicicletta simile (NuBike o Step-come-cavolo-si-chiama) sarebbe squalificato? Oppure no?

    • Ciao Federico, sono Roberto Zanetti di BiciTech.
      In risposta alla tua domanda ti confermo che, se un ciclista si presentasse ad una gara ufficiale (riconosciuta da qualsiasi Ente della Consulta) con una bici “non muscolare” sarebbe automaticamente squalificato. Esistono delle competizioni ove è permesso l’uso di una E-Bike ma con partenza separata (anticipata o posticipata solo a scopo cicloturistico) e senza classifica. I regolamenti federali parlano chiaro e, per il momento, non prevedono eccezioni o deroghe.
      Un saluto e buone pedalate.
      Roberto.

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