In bici il casco serve soprattutto se si cade da soli o si è vittime di leggeri impatti; realisticamente non protegge molto se si viene travolti da un’automobile. Diciamo però che indossarlo mentre si è alla guida, in particolare di un e-bike, non è affatto una cattiva idea e il Newton-Rider sembra essere un modello tra i più interessanti.

Un casco dinamico

Costituito all’interno da una fodera flessibile ed elastica, all’esterno è avvolto da una serie di cuscinetti composti da una miscela brevettata di materiali viscoelastici e non-newtoniani. Viscoelastico si riferisce a sostanze che presentano caratteristiche sia viscose che elastiche, mentre non-newtoniano si riferisce a fluidi che diventano temporaneamente più rigidi quando sottoposti a stress. Nonostante queste inusuali caratteristiche, il casco (come riferito dai produttori) rispetta gli standard di sicurezza CPSC (USA) e EN 1078 (Europa). Contiene anche un chip NFC (Near Field Communication) per la condivisione di dati wireless, un sistema che potrebbe essere utile per rilevare se l’utente indossi in casco mentre viaggia tramite sistemi di sharing.

Image via Indiegogo.com

Parola d’ordine: adattabilità

Grazie al design che segue i contorni delle suture craniche, questo casco è in grado di adattarsi egregiamente alla testa del ciclista. Diversamente dagli altri modelli ha uno spessore di soli 16 mm e nella versione definitiva dovrebbe arrivare a pesare circa 450 gr. In caso di incidente i cuscinetti di Newton Rider si induriscono nel punto dell’ impatto, assorbendo gran parte dell’energia che altrimenti verrebbe trasmessa alla testa. Grazie alle proprietà non newtoniane i cuscinetti si ri-ammorbidiscono tornando al loro stato originale. Ciò, al contrario dei caschi tradizionali, implica che Newton-Rider possa essere riutilizzato anche dopo un incidente.

Image via bikebiz.com

Casco, un tema controverso

Come spiega la FIAB in una sua lettera “l’obbligo d’uso del casco scoraggia l’uso urbano della bici e quindi provoca (come dimostrato in Australia, Canada e Nuova Zelanda, dove lo avevano reso obbligatorio o fatto forti campagne per sostenerne l’uso) una diminuzione dei ciclisti per strada. In questi paesi infatti sono tornati indietro. In nessun paese ad “alta ciclabilità” il caso bici è obbligatorio, ma la sicurezza si raggiunge con abbassamento della velocità dei veicoli e relativi controlli e con il principio “safety in numbers”, ovvero più persone si muovono in bici e più sono visibili, generando maggiore attenzione da parte degli altri utenti della strada.

Il senso delle priorità

Tutto giusto. L’unica osservazione che potrebbe sorgere è relativa al periodo in cui quegli obblighi furono imposti: circolavano le e-bike? ne circolavano quanto adesso? E poi, ovviamente, non c’era l’attuale emergenza sanitaria in corso che sta faticosamente ricalibrando il senso delle priorità esistenziali. Perché un conto è imporre il casco a chi fa una passeggiata ai 10 km/h sul lungomare la domenica pomeriggio in sella alla sua bici muscolare, un altro è imporlo a chi alle 7 del mattino si mette in sella alla sua e-bike in mezzo al traffico per raggiungere velocemente il posto di lavoro.

Il casco Newton-Rider è attualmente oggetto di una campagna Indiegogo. Con 69 € è possibile garantirsene uno, quando e se raggiungeranno la produzione (prezzo al dettaglio previsto di € 99).

 

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