Ascoltarci la musica, con le Halo Sport headset, è l’azione più banale: apparentemente normali cuffie, si tratta di un condensato di teorie derivate dalle neuroscienze applicate allo sport e promettono di migliorare l’efficacia degli allenamenti in sella.

Chi ci crede? Per il momento la nazionale statunitense di ciclismo, USA Cycling, che ha iniziato a testarne l’utilizzo sui suoi campioni. Bufala o certezza scientifica?

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Halo Sport Headset – ©Halo Neuroscience

Le neuroscienze promettono di costruire il ciclista perfetto?

La teoria sostenuta dagli ideatori di queste particolari cuffie – che, diciamolo, la musica la usano solo come pretesto – è che una stimolazione diretta della corteccia cerebrale influisca sulla capacità del cervello stesso di reagire agli stimoli.

Per “stimolazione diretta” si intende un lieve passaggio di impulsi elettrici per contatto con la calotta cranica: per dirla in modo brutale, della corrente elettrica che vi attraversa la testa con lo scopo di sovrastimolare quella parte di corteccia preposta al movimento, proprio durante gli allenamenti.

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Halo Sport Headset con Andrew Talansky – ©Halo Neuroscience via Youtube

Halo Neuroscience, la società che ha sviluppato le Halo Sport headset, sostiene che questa operazione, dopo appena 10 sedute, inizi a dare dei frutti nel campo del controllo dei movimenti ripetitivi e di precisione: più velocità di reazione, meno sforzo, più potenza e resistenza.

Insomma, dei robo-ciclisti.

 

Come funzionano le Halo Sport headset

Neuroscienze o meno, il funzionamento del “magico” dispositivo è pressapoco il seguente.

Le Halo Sport headset si presentano come delle normali cuffie da dj o, come va di moda ormai da un decennio, come delle belle cuffione per ascoltare la musica con un buon isolamento dall’ambiente circostante.

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Halo Sport Headset – ©Halo Neuroscience

In effetti la riproduzione sonora è prevista tramite un (anche) comodo jack senza fili da collegare ad un lettore mp3 oda uno smartphone ma non è il vero fulcro di questo strumento.

Ciò che deve attirare la vostra attenzione sono le quattro file di dentini in mescola schiumosa che sporgono dai 3 pannelli apposti nell’arco interno delle Halo Sport: sono infatti loro ad emettere le stimolazioni elettriche che, grazie al contatto con la testa del ciclista, raggiungono la corteccia cerebrale.

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Halo Sport Headset – ©Halo Neuroscience

Controllati via app per smartphone, questi 72 punti di contatto eseguono un “massaggio” elettrico al cervello dell’atleta, rendendolo, a quanto pare, più reattivo e meno propenso a stancarsi.

I test nella nazionale USA di ciclismo 

Chi non ha molti dubbi sull’affidabilità di questo genere di stimolazioni è USA Cycling che, con i suoi atleti Tayler Wiles, Andrew Talansky ed il coach Greg Henderson, sostiene anzi di aver già notato degli effetti positivi.

In particolare, i miglioramenti riguarderebbero la resistenza e la tecnica dei ciclisti in questione: una certezza è però difficile da avere e lo scopo di questa sperimentazione è, oltre alla costruzione del robo-ciclista del futuro, quella di fornire dati proprio alla ricerca.

A fare da “cavia” saranno d’altronde tutti gli atleti di USA Cycling, ossia gli appartenenti a tutte le discipline, dalla BMX al CrossCountry, dalla MTB alla strada ed ai pistard.

Neuroscienze in allenamento per tutti (o quasi)

Sempre che non abbiate remore di matrice medica o etica, ciò che potrebbe ridimensionare la vostra voglia di elettrostimolazione cerebrale è il prezzo.

Per lo strumento in sé, forse non sarà stellare, ma senz’altro Halo Neuroscience non regala le sue Halo Sport e le relative presunzioni di efficacia in allenamento (attenzione, non si parla mai di miglioramento delle performance: attaccarsi alla corrente non vi aiuterà a vincere il Tour de France dall’oggi al domani, sappiatelo).

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Halo Sport Headset con Andrew Talansky – ©Halo Neuroscience via Youtube

Il prezzo al pubblico, negli Statui Uniti, è di 788 dollari (€ 677), ridotti a 500 per i primi della fila.

Che dire, è da valutare conoscendo la regola del gioco: una prova sull’efficacia si ha, probabilmente, solo provando (e allenandosi molto seriamente).

1 COMMENTO

  1. Perfetto, tra poco avremo centinaia di “poveretti” che si credono dei Frome e che circolano sulle strade senza sentire nulla di quello che accade intorno a loro.
    Almeno integrate nel dispositivo qualcosa che gli dia una scarica ad alta tensione quando intralciano altri utenti della strada.

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