Chi è nato di razza, si distingue sempre: è quanto dimostra Moto Parilla, presente anche quest’anno ad Eicma con la sua particolarissima gamma di SUV ebike chiamate Carbon.

Il Marchio del levriero è passato alla pedalata assistita, ma solo per chi ha il cuore ben saldo.

Moto Parilla Ultra Alligator Special Edition
Moto Parilla Carbon 1000 Alligator Special Edition – foto Hexas

Moto Parilla, da Milano all’Emilia Romagna

Dopo le glorie vissute a partire dal 1946 con il suo fondatore Giovanni Parrilla, il marchio Moto Parilla rivede oggi la luce a quasi un cinquantennio dal fallimento, rimanendo sempre sotto il tricolore italiano.

Dalle motociclette, protagoniste nel gusto degli anni ’50 del Novecento, il levriero è approdato al mondo delle biciclette a pedalata assistita, in una versione che non tradisce nemmeno troppo l’iniziale vocazione sportiva.

L’originale Moto Parilla, nella sua storia, assorbì ad un certo punto proprio un Marchio di biciclette – Wilier Triestina – e, per paradosso, si trova oggi a rappresentare il perfetto ibrido tra l’antico velocipede e la moto nella sua versione più avveniristica, ossia quella elettrica.

Moto Parilla Ultra Alligator Special Edition
Moto Parilla Carbon 1000 Alligator Special Edition – foto Hexas

 

Il presente di Moto Parilla è fatto dunque di biciclette elettriche “oversize”, dei veri e propri SUV in fibra di carbonio, con una ciclistica che mantiene un piede nel motociclismo ed un’assistenza alla pedalata a dir poco adrenalinica.

Moto Parilla Ultra Alligator Special Edition
Moto Parilla Carbon 1000 Alligator Special Edition – foto Hexas

Un mix congeniato dagli attuali proprietari del brand, ossia Zeno Panarari, insolito professore dell’Itis Nobili di Reggio Emilia che vanta trascorsi nella progettazione per nomi quali Lambretta, ItalJet e Catheram F1, ed un suo ex-alunno, il giovanissimo Filippo Beltrami.

La nuova Moto Parilla è nata proprio da un progetto che ha visto la luce all’interno dell’ex scuderia F1 britannica, portato con sé da Panarari ed unito a quel marchio storico, con lungimiranza acquisito una decina d’anni fa; alla ricerca di un socio, il Prof. l’ha infine trovato in Filippo, giovane ed intraprendente che abbiamo conosciuto ad Eicma 2018.

Moto Parilla Ultra Alligator Special Edition - foto Hexas
Moto Parilla Carbon 1000 Alligator Special Edition – foto Hexas

 

Bici SUV: dai 25 km/h al motore da 3mila Watt

La “Bestia” a due ruote che fa bella mostra di sé alla 76esima Esposizione Internazionale del Ciclo, Motociclo e Accessori non lascia molto scampo ai dubbi: se la Alligator Special Edition è una ebike, è un peccato immaginarla inchiodata ai 25 all’ora di una pista ciclabile.

Dico “se” è una bicicletta elettrica perchè, di primo acchito, l’impatto visivo è quello di una moto, per dimensioni, finiture, muscolosità ed esibizione di meccanica, ammortizzatori, freni.

«In effetti – ci spiega Filippo Beltrami – l’idea è stata proprio quella di applicare il concetto di Sport Utility Vehicle alla bicicletta a pedalata assistita. E, sì, ne produciamo tre versioni – Club, VIP ed Ultra – delle quali una “street legal”, ossia limitata a 25 km/h. Ma a Dubai e in America vanno matti per lei (indicando la Ultra, ndr): può superare gli 80 all’ora».

Non è difficile capire il perchè, d’altronde: delle tre versioni, la più coerente per estetica ed essenza è senz’altro la Carbon Ultra, che monta un motore proprietario da 3.000 W, un pacco batterie da 3240 Wh (tra gli 80 e i 100 km di autonomia) e un impianto frenante Alligator ad 8 pistoni posteriore e a doppio disco anteriore.

Moto Parilla Ultra Alligator Special Edition
Moto Parilla Carbon 1000 Alligator Special Edition – foto Hexas

Insomma, non che la Carbon VIP con motore Bafang da 1000 W non invogli a farsi un giro, ma, con buona pace di tutti, è lo stesso Beltrami a dire : «La versione Club è limitata a 25 km/h per via delle normative, più che giuste, che regolano la categoria dei pedelec in Europa, così come la VIP raggiunge i 32 km/h che sono consentiti negli U.S.A. La Carbon ha però un’anima sportiva, che si sfoga su pista, con gomme slick, o fuoristrada, con le tassellate. Altrimenti, può sostituire una moto in quei Paesi che ne tollerano l’uso nel traffico».

 

Moto Parilla, un business che piace agli Emiri

«Siamo davvero molto contenti di come sta andando – ci riferisce sempre Beltrami – specie all’estero: Dubai e gli Stati Uniti sono i Paesi in cui vendiamo di più. Dopo 3 anni siamo arrivati a 50 modelli al mese, niente male!».

Come si può intuire, non si tratta infatti di ebike economiche, sebbene il prezzo lo valgano tutto: in tre anni il redivivo Marchio Moto Parilla si è saputo inserire sui mercati a lui più congeniali, come Emirati Arabi, Singapore, Filippine e sud est asiatico in genere, nord e sud America.

Moto Parilla Ultra Alligator Special Edition - foto Hexas
Moto Parilla Carbon 1000 Alligator Special Edition – foto Hexas

 

In Europa, la Svizzera ed i Paesi dell’Est: ovunque vi sia un’élite interessata a divertirsi con la nuova generazione di “giocattoli” a pedalata assistita.

C’è da scommetterci, già ebike del genere si vedranno anche da noi e più la gente le vorrà cavalcare. Chissà, magari tra qualche tempo nasceranno delle gare su pista per questi bolidi a pedali.

Anche Filippo ed il suo ex professore sono pronti a cavalcare: l’onda vincente, è chiaro. 

 

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