La bici che viaggia sull’acqua è approdata nel mercato. Dopo essere stata presentata al Salone Nautico di Genova lo scorso Settembre, già diverse persone hanno cominciato ad comprarla, nonostante il prezzo piuttosto alto. Per il momento gli acquirenti sembrano essere concentrati soprattutto nella patria dell’inventore di Manta 5, la Nuova Zelanda, e principalmente viene usata sui laghi o all’interno di piccoli golfi e baie.

Manta
Manta via manta5.com

C’è molta curiosità intorno a Manta 5 (ne abbiamo parlato spesso anche noi), si vuole sapere se effettivamente questa strana bicicletta funziona e quali sono le prime impressioni di chi l’ha utilizzata, soprattutto in relazione al peso e all’equilibrio. Sul sito ufficiale di Manta 5 sono comparse delle brevi video-interviste, purtroppo non sottotitolate, nelle quali alcuni possessori appena scesi dalla bici riferiscono la loro esperienza. Ecco un riassunto di quello che hanno detto.

Catherine, una delle intervistate; via manta5.com

Peso ed equilibrio

In generale sono tutti contenti del loro acquisto, dicono che Manta 5 è più pesante da maneggiare rispetto a qualsiasi altra bici e che bisogna acquisire po’ di tecnica per restare in equilibrio:”E’ simile a una bici, ad eccezione dello sforzo che devi fare, anche per restare in equilibrio” dice Phil, d’accordo con Stacy che afferma :“ci vuole un po’ di tempo, bisogna avere pazienza all’inizio”. Entrambi riportano sensazioni che non stupiscono, questa hydrofoil e-bike non è un peso piuma e si muove su di un fluido già di per se instabile e con molto più attrito rispetto all’atmosfera. Va da sé che Manta 5 si deve usare in acque il più possibile calme, ecco perché sono maggiormente indicati i laghi. L’argomento peso viene però affrontato anche da Catherine che spiega meglio quanto sia l’assistenza elettrica che rende possibile l’uso di questa bici: “E’ diverso, non è come su di una e-bike, anche se saperci andare può essere d’aiuto all’inizio. Un paio di volte ho dimenticato di accendere il motore tentando poi di pedalare solo con la forza delle gambe: ragazzi, è veramente difficile! Sono una ciclista resistente ma penso che in questo caso ci sia bisogno del motore perché non è come pedalare su una bici. Sull’acqua serve davvero avere un po’ di assistenza elettrica, aiuta molto; e in ogni caso bisogna pedalare continuamente perché se ti fermi, anche con il motore spento, affondi”.

Adatta per il noleggio

Una volta raggiunta una buona quantità di pratica, le opinioni di chi l’ha provata convergono nel ritenere davvero molto divertente pedalare su Manta 5, una sensazione quasi magica di fluttuare sull’acqua. Oltre al prezzo, alto ma giustificato, un altro inconveniente è il parcheggio: nonostante riesca ad entrare in un bagagliaio, sarebbe meglio avere un posto dove mettere (e lavare dopo ogni utilizzo) questa bici, possibilmente vicino all’accesso in acqua. Non si tratta quindi di un mezzo adatto a tutti, ma di un prodotto ancora abbastanza elitario in virtù di alcune esigenze che ha. Penso invece si presti molto bene per il noleggio, come alternativa ai classici pedalò che poco attirano i ciclisti: un’opzione che dovrebbero tenere in considerazione i gestori di stabilimenti, visto che oltretutto questa hydrofoil bike rispetta il distanziamento sociale imposto: quest’ultimo probabilmente non solo sarà in futuro consigliato a livello sanitario, ma in alcuni casi anche ricercato dagli stessi utenti. Ricordiamo infatti che la bici ha un autonomia di 1,5 ore e raggiunge i 20 km/h con assistenza elettrica, quindi si tratta di un valido sostituto per ad esempio brevi gite in battello o in piccole navi-bus.

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