Chi è appassionato di fantascienza e distopie cinematografiche non si sarà perso il film cult del 1973 2022 : I sopravvissuti. Nella inquietante pellicola il buon Solomon pedala su di una vecchia cyclette per fornire energia alla sua malandata abitazione, dato che il mondo si trova in una situazione di completo sbando. Nel futuro la bicicletta veniva utilizzata non tanto per spostarsi quanto per generare elettricità da consumarsi in varie forme.

Dall’avvento di massa delle ebikes è in effetti legittimo porsi il quesito se l’atto di pedalare non debba mirare esclusivamente a produrre energia cinetica diretta oppure non possa servire per produrre energia elettrica da convertire.

C’è chi, come la compagnia sudcoreana Mando Corporation, ha preso molto sul serio questo problema, e già cinque anni fa fece uscire il suo primo modello di ebike chiamato Footloose, dove il ciclista pedalava non per muovere la bici, ma per alimentare il motore elettrico che muove la bici. Un ribaltamento non da poco. Oggi, con il suo nuovo Hybrid Module Mobility, lancia una nuova sfida e si propone ad un target più vasto che va dalle ditte di consegna alle donne con bambini.

Screenshot from TreeHugger.com

Presentato come concept al Motor Show 2017 di Francoforte, si tratta di un quadriciclo a motore ricaricabile tramite pedali che può essere configurato a secondo dell’attività che si deve svolgere. Insieme alla collaborazione di giovani designer dell’UNIST (Ulsan National Institute of Science and Technology, università sudcoreana) sono state sviluppate sei versioni grazie ad un metodo di slittamento delle parti davvero ingegnoso. In questo modo si può fare spazio ad un contenitore cargo sul retro, oppure ad uno più piccolo sul davanti, oppure ancora ad uno spazio passeggero o a quello di un bambino piccolo.

Non essendoci un rapporto diretto tra pedalata e spostamento, è molto più semplice fare spostamenti e alterare la forma del mezzo, che somiglia molto ad un mini furgoncino. Non ci sono ancora molti dettagli sulla capacità della batteria, ma i giovani ingegneri dell’ UNIST fanno sapere che HMM è in grado di accumulare molta energia per un uso successivo. Di sicuro, come ricorda anche il professor Yunwoo Jeong dell’ UNIST, sistemi di questo tipo eliminano la necessità di catene e di varie componenti meccaniche, e questo è un passo in avanti. Ma essendoci una conversione energetica in più rispetto alle classiche ebikes, HMM e simili sono davvero convenienti in termini di efficienza? Secondo un articolo di Low-Tech Magazine non è così, e bisogna fornire più energia rispetto a un mezzo a propulsione cinetica a parità di rendimento.

I punti deboli quindi indubbiamente ci sono, ma l’idea di ripensare uno schema ormai dato per scontato e di lavorare con tecniche di ibridazione è sicuramente interessante e può portare a risultati prima o poi davvero efficaci. Fiduciosi, restiamo in attesa di ulteriori sviluppi.

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