L’associazione plaude alla sentenza del Tribunale di Palermo dopo mesi di battaglia contro episodi di multe e sequestri ingiustificati.

Giustizia è fatta: le E-bike con walk assist non sono equiparabili ai ciclomotori

PH Credit Liv

Una sentenza della quinta sezione civile del Tribunale di Palermo mette la parola fine a una lunga battaglia. La lotta è stata condotta da alcuni proprietari di bici a pedalata assistita e da Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) insieme alle aziende produttrici e ai negozianti, contro una serie di multe e sequestri ingiustificati sul territorio nazionale, in particolare nella città di Palermo. Oggetto del contendere il walk assist, un dispositivo che consente di avviare il motorino elettrico senza usare i pedali, con l’obbiettivo di muovere la bicicletta fino a una velocità massima di 6 kmh. In pratica una leggerissima assistenza alla spinta per spostare a mano il veicolo in condizioni di difficoltà come le ripartenze in salita, la presenza di fondi viscidi o la movimentazione delle bici a pieno carico.

La presenza di questo dispositivo su molte E-Bike ha indotto – durante alcuni controlli della Polizia Locale – ad assimilare questi mezzi ai ciclomotori. “Questa episodica ed errata interpretazione – si legge in una nota diffusa da ANCMA ha prodotto multe per svariate centinaia di euro e sequestri (guida senza casco e mancanza di assicurazione). Tutto ciò colpendo gli ignari utenti della strada e, indirettamente, anche le imprese costruttrici che hanno messo sul mercato le loro biciclette rispettando le norme europee europee e nazionali attualmente in vigore”.

I comandi sul manubrio della E-Trekking Overland Di2 Sport di Brinke – PH Credit Roberto Zanetti

“Sono quasi tre anni – prosegue il comunicato – che seguiamo questa vicenda a fianco delle consociate, con interlocuzioni serrate a tutti i livelli istituzionali. Finalmente possiamo dire di avere ottenuto giustizia in un ambito in forte espansione come la mobilità su due ruote. Con immutata fiducia nell’operato delle forze dell’ordine, questo lavoro richiede sempre e comunque molta attenzione. I fenomeni di illegalità legati alla manomissione dei motori elettrici per aumentare potenza e velocità sono all’ordine del giorno”.

Fonte ufficio stampa ANCMA

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