La bicicletta si fa anche questione razziale

 

È il 1895 quando , sempre a Boston, scoppia il caso dell’ammissibilità delle persone di colore a membri della LAW, la lega dei ciclisti americani.

Chi fu a porre l’accento sull’odiosa e, per altro, osteggiata anche da molti bianchi norma introdotta nel 1894? Naturalmente una donna. Di colore, per giunta.

Piantonando con la sua bicicletta l’area “socialmente segregata” dell’Asbury Park hotel, la 21enne Miss Katie “Kittie” Knox rivendicò il suo diritto di donna e di persona di colore a far parte delle stesse associazioni degli uomini bianchi: lei stessa era già socia della LAW dal 1893, oltre che fondatrice della prima associazione ciclistica femminile degli USA, la Riverside Cycling Club.

La notizia fece il giro della stampa nazionale, costringendo la stessa lega a rileggere meglio il proprio statuto: la norma non poteva essere retroattiva e, per questo, la Knox poté continuare a farne parte.

Tanto per la cronaca, la Lega dei ciclisti americani ha rinnegato la “white bar” in tempi molto più recenti: correva l’anno 1999.

Kittie Knox via bikeleague.org

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