L’ultima volta che è stata ridisegnata era il 2014 e si aggiudicò l’Interbike Bike Of The Year Award: adesso, dopo anni di presenza sul mercato come icona delle pedalate estreme, la seconda generazione della Intense Tracer, nata nel segno della fibra di carbonio, è pronta.

Per anni detentrice del brevetto VPP, ora spirato, questa bici ha acuto modo di reinventarsi dandosi una moderna geometria per il telaio ed esplorando nuove soluzioni per le sospensioni, vero e proprio cardine per una bici del genere.

Allora ecco aumentare il passo, da 160 mm a 165 mm, il diametro dell’elemento orizzontale e la catena vincolarsi sui 17 pollici; ma la vera rivoluzione rende protagoniste le sospensioni, specie la posteriore, che diviene ciò che Intense ha ribattezzato JS Tuned.

Questa “enduro link” offre una maggiore leva posteriormente, permettendo un miglioramento sia della tenuta in curva che dello sfruttamento dell’asse del telaio: se vogliamo, l’unica pecca di questo sistema è che non si potrà fissare una borraccia sul tubo inferiore del telaio, che ospita invece l’attacco dell’ammortizzazione.

Disponibile in cinque versioni componibili a seconda delle scelte, la Intense Tracer 2 potrebbe avere un’escursione di prezzo notevole: dai componenti dell’Elite, passando per gli allestimenti Pro, Expert e Foundation, dove sospensioni, pedivelle, manopole e gruppi meccanici cambiano, si va da un minimo di 3mila dollari ad un massimo di 10mila.

 

 

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