In Inghilterra è attiva da Marzo un’iniziativa per rendere accessibile il ciclismo anche alle persone ipovedenti, ovviamente non da soli ma accompagnati su di una bicicletta tandem insieme a dei volontari. E l’Italia non è da meno.

 

Ciclisti ipovedenti

L’organo della vista è il principale quando si è alla guida di un veicolo, non per nulla vengono fatti ciclici controlli per accertare lo stato di salute degli occhi di chi si mette al volante (o al manubrio di una moto). Non sarebbe sbagliato estendere questa norma anche per chi va in bicicletta, soprattutto se quest’ultima viene utilizzata nel traffico cittadino. Tuttavia nulla vieta ad un ipovedente di pedalare: con biciclette tandem guidate in coppia assieme a chi ha una buona vista anche gli ipovedenti possono praticare ciclismo. C’è da ricordare inoltre che esistono diversi gradi di ipovisione, la maggior parte delle persone interessate da questa patologia ha solo nei casi più gravi uno scenario completamente scuro davanti a sé: spesso vengono percepite ombre e luci seppur con una definizione così bassa da non permettere di distinguere bene il contesto intorno.

Image via sportorino.com

Cam Sight, un volontario come guida

In Inghilterra, precisamente nel distretto di Fenland (Cambridgeshire), è attivo da Marzo un programma per coinvolgere persone ipovedenti nel ciclismo grazie a volontari addestrati che si offrono di guidarli con una bici tandem. Cam Sight è il nome dell’associazione che si occupa di questa iniziativa, usufruendo delle biciclette tandem messe a disposizione George Campbell Leisure Centre. Samantha Wool, operatrice volontaria di supporto della Cam Sight Fenland Community, ha dichiarato che qualunque appassionato di ciclismo con una patologia che non gli consente di vedere bene, può contattare l’associazione per tornare in sella.

Ad esempio, due signori inglesi, Richard King e Nicky Hughes, gravemente ipovedenti, hanno recentemente completato il London to Cambridge Bike Ride. Richard era un appassionato ciclista prima di perdere la vista mentre Nicky era addirittura alla sua prima esperienza con le due ruote. Grazie al supporto dei volontari Gerry Wood e Andrew Murray hanno potuto fare un’esperienza che forse non immaginavano fosse possibile.

Ma l’associazione del Cambridgshire non si occupa solo di bici: sono in programma anche escursioni e gite sempre per ipovedenti, sempre in compagnia di personale volontario qualificato.

 

Anche l’Italia tiene il passo

Per una volta l’Italia non è indietro su questo fronte. Già da diversi anni esistono progetti di inclusione nel mondo ciclistico per gli ipovedenti come ad esempio quello promosso a Cremona dalla FIAB lo scorso anno (“La cultura dell’ambiente va in tandem con la solidarietà”). C’è poi chi come Davide Valacchi, 28 anni, ha deciso di andare in tandem da Roma a Pechino, insieme a due amici che si alterneranno nell’accompagnamento.

Per chi ancora non se la sente di affrontare un viaggio simile può comunque contattare associazioni come appunto la FIAB o come disabiliincorsa.com per aggiornarsi su tutte le iniziative e le città dove è presente questo tipo di supporto.

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