Cile, regione di Atacama. O, meglio, deserto di Atacama. Solo pietre, sabbia e montagne a perdita d’occhio. Un luogo inospitale per tutto e tutti ma non per un record ed il suo detentore.

Lo scenario che ha fatto da cornice all’impresa del mountain biker Markus Stöckl è ben diverso dalla sua Austria, dove montagne, sì, ce ne sono ma decisamente meno brulle. Proprio questa asciuttezza – l’Atacama è una delle zone più aride del pianeta, oltre che della costa pacifica del Sud America – ha però costituito il punto di forza per la realizzazione di un record di velocità in discesa con una MTB.

Una montagna anonima, alta quasi quattromila metri, un declivio di 1.200 metri, 45 gradi di pendenza ed una mountain bike. Nulla (o quasi) di più: come lo stesso Stöckl dice: “La mia idea di mountain bike per il downhill corrisponde esattamente a quello che puoi trovare in un qualsiasi negozio. Non voglio parti speciali nella mia bici. Deve essere una bicicletta (una Summum Carbon Pro usata dal team che gestisce, il Mondraker, ndr), non una moto senza il motore”.

E così, con una filosofia marziale ed essenziale, Markus “Max” da Oberndorf (Kitzbühel) si è lanciato giù da quel monte, a 42 anni, senza essere uno sportivo di professione – nella vita di tutti i giorni fa il manager, anche se ha 20 anni di speed records alle spalle che gli valgono uno sponsor come RedBull– e con addosso una tuta aerodinamica (quella sì, speciale), un casco fai-da-te ed un airbag come quelli che utilizzano gli slalomisti.

È successo il 13 dicembre 2016, alle 11:35 ora locale: dopo svariate prove sul percorso, perché a quelle velocità anche un granello di sabbia fuori posto può essere fatale, Markus Stöckl si è sentito sicuro di farcela e si è lasciato trasportare dalla sua MTB.

Risultato: 167.6 km/h, nuovo world record di velocità in downhill su una mountain bike, con 11 secondi e 650 metri di vantaggio sul precedente.

È durato solo 20 secondi ma Stöckl, alla fine, si è detto esausto ed eccitato: “Se volete avere un’idea dello stress al quale il corpo è sottoposto, provate a mettere una mano fuori dal finestrino mentre guidate a 160 all’ora. Ecco, immaginatevi lo stesso effetto su tutto il corpo”.

“Non riesco ad esprimere le sensazioni provate a parole. Anche se sei conscio che non andrai più veloce che di una decina di chilometri orari rispetto alle volte precedenti, quando sei in cima alla discesa e guardi giù, prima di buttarti, l’adrenalina è al massimo. È IL momento che vale tutta un’impresa”.

 

 

 

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