in bici dalla siberia cop TEE’ uscito recentemente formato tascabile “In Bici dalla Siberia a casa” (ed. Edicicloeditore, pag. 350, euro 12), un’avventura passata in televisione e diventata un libro tradotto in cinque lingue scitto da Rob Lilwall e diventato in breve tempo uno dei reportage a pedali più conosciuti e amati.

Nel 2004, Rob Lilwall ha deciso di lasciare il suo lavoro di insegnante di geografia in Inghilterra e fare qualcosa di molto più rilassante… ha preparato pochi e improvvisati bagagli e ha fatto un volo di diciotto ore (la sua bicicletta lo avrebbe raggiunto di lì a poco) arrivando sulla costa più orientale della Siberia. Ha poi trascorso i tre anni successivi cercando di tornare a casa pedalando dapprima in compagnia di un amico, poi, arrivato in Giappone, in solitaria. Per la strada si è accampato a meno quaranta gradi nella tundra siberiana, ha trascinato la sua bici attraverso le giungle in Papua Nuova Guinea e ha sfidato i passi desolati e solitari dell’Afghanistan. È stato ospitato da circa duecento persone, è stato derubato e anche rapinato da uomini armati, ha rischiato l’assideramento e contratto la malaria; ha d’altro canto avuto la fortuna di incontrare, lungo gli 8350 chilometri che ha percorso sul sellino, la sua anima gemella… in Cina! Durante la sua avventura ha speso i risparmi di una vita – 8000 sterline – ma grazie alla pubblicazione del libro ne ha raccolte 23.000 per sostenere l’associazione Viva – together for children che dal 1996 aiuta i bambini del Terzo Mondo. Il racconto è corredato da un inserto fotografico a colori e una cartina generale dell’itinerario.

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