Imprenditore o filantropo? Entrambe le cose: dall’ex Birmania un esempio di come una preparazione manageriale possa declinarsi per aiutare i più poveri e riciclare prodotti di consumo, in questo caso grazie ad un esercito di biciclette inutilizzate.

 

Free floating, un caso delicato

Il bike sharing di oBike ha avuto un esito tendenzialmente frammentato. In alcune città il successo è stato evidente, in altre si è andati incontro a diversi problemi. Il free floating presenta ancora alcuni limiti di applicazione, limiti colmabili benitenso, ma che allo stato attuale non solo non fanno decollare del tutto il sistema, ma obbligano le amministrazioni coinvolte ad arginare alcuni problemi ad esso collegati. Ne è un esempio Roma, o Milano, città nelle quali i vandali del free floating hanno messo in atto azioni aggressive nei confronti di innocue biciclette, gesti che andavano ad intaccare sicurezza e decoro urbano. Ma l’Italia non è l’unico paese che ha riscontrato problematiche di questo tipo. OBike si è bruscamente ritirata anche da Singapore, creando un cimitero di bici lasciate ad arrugginire. Un imprenditore però ha deciso di non stare a guardare e di volgere la situazione a favore della comunità.

 

Un imprenditore che investe sul futuro

Mike Than Tun Win è un imprenditore di 33 anni del Myanmar (ex Birmania) cresciuto a Mandalay che da studente andava a scuola a piedi. Ancora oggi, lungo le strade della sua città vede interminabili file di bambini poveri che camminano anche più di un’ora per andare a studiare. Per aiutare queste persone ha pensato di approfittare, in senso buono, della situazione creatasi in luoghi come Singapore: a Marzo ha avviato un movimento chiamato Lesswalk con l’intenzione di acquistare biciclette dalle società di bike sharing oBike e Ofo e spedirle nel Myanmar.

L’intuizione tanto banale quanto intelligente di Than è stata quella di capire che riducendo il tempo impiegato per gli spostamenti i ragazzi avrebbero potuto trascorrere più tempo a studiare, acquisire maggiori conoscenze e aumentare le loro possibilità di uscire dalla povertà.

Difficoltà e prossimi obiettivi

Fino ad oggi Than ha acquistato più di 10.000 biciclette (soprattutto Ofo e oBike) tra Singapore e Malesia, pagandole una cifra molto bassa (circa 20 € l’una), anche grazie a diversi sponsor che hanno voluto contribuire all’iniziativa. Dopo averle aggiustate le ha subito messe a disposizione gratuitamente a diversi poveri villaggi rurali del Myanmar, a cominciare da quelli nelle regioni di Mandalay e Sagaing. Molte biciclette erano ancora in ottime condizioni ed è stato necessario soltanto qualche ritocco prima di rimetterle in strada. L’occasione era in ogni caso davvero ghiotta, anche volendo vederla da un punto di vista imprenditoriale: c’era infatti un eccesso di offerta di biciclette, per le aziende era più costoso inviarle a strutture di riciclaggio e non gli sembrava vero che qualcuno volesse acquistarle. Tuttavia non sono mancati alcuni ostacoli legali. Alcuni dei “fornitori” di queste bici  hanno chiesto che venisse rimosso il loro logo, altri ancora hanno messo in dubbio la reale volontà di Thang di donarle e hanno imposto pesanti dazi doganali.

Nonostante le difficoltà l’iniziativa dell’imprenditore filantropo sta procedendo bene, così bene che il prossimo passo che ha previsto è quello di dotare di un sellino aggiuntivo le bici dal momento che molti fratellini viaggiano insieme per andare a scuola. 

Non possiamo che fare i complimenti a questo inusuale personaggio, testimonianza di quanto sia possibile fare cose utili con idee semplici.

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