In bicicletta uno degli accessori più sottovalutati e, per contro, altrettanto utile sono gli specchietti retrovisori. Da quando la circolazione delle bici in città sta (sempre di più per fortuna) diventando pratica diffusa, è necessario conformarsi alle condizioni di guida vigenti e dotarsi di tutto il necessario per poter circolare in sicurezza.

Tuttavia sono ancora poche le biciclette, moderne e non, che dispongono di frecce e specchietti retrovisori, due elementi indispensabili sia per chi guida una bici che per chi le circola vicino. Ma se le frecce sono perlomeno sostituibili dalle indicazioni con il braccio e da innumerevoli dispositivi lampeggianti di nuova produzione che si possono montare e smontare, girare la testa per vedere cosa succede dietro di noi mentre avanziamo pedalando non è certamente una pratica consigliabile. Ora che poi, qui in Italia, sembra ci siano buone e ottimistiche novità dopo l’approvazione alla Camera della Legge Quadro sulla mobilità ciclistica, meglio esordire preparati nel caso si dovesse entrare in questa nuova importante fase.

Il mercato offre una marea di prodotti adatti a tutti i gusti e le esigenze: ci sono specchietti “mimetici” che si integrano in componenti della bici, altri più classici che si montano come sulle moto, altri ancora che si indossano addirittura ai polsi.

Credit: Sprintech

Perfetto esempio del primo caso sono gli specchietti realizzati dall’azienda svizzera Sprintech, un prodotto “storico”, vincitore del premio Innova 2012. Sono pensati, come si evince dal nome, per il mondo dello sprint e infatti si montano su manubri con la piega da corsa.

Formati da due parti, bisogna semplicemente inserire la prima all’interno del tubo e a sua volta spingervi all’interno la seconda grazie ad un semplice incastro a sfera. Molto discreti, gli specchietti Sprintech non intaccheranno la linea estetica della vostra bicicletta e vi permetteranno di non perdere aerodinamicità durante la corsa.

Credit: Cateye

E se non possedete una bici da strada ma comunque vi piace l’idea di questi specchietti, CatEye  ha recentemente immesso nel mercato i suoi nuovi BM-45: stessa concezione ma con la possibilità di essere montati anche su manubri orizzontali.

Di diversa natura sono invece gli Espion Z56, più simili a colleghi presenti nel mondo motociclistico e che consistono in una staffa da attaccare sul manubrio e dall’elemento riflettente da montarvi sopra. Sicuramente più comodi vista anche la loro maggiore superfice, perfetti in contesti cittadini dove la velocità è moderata e la posizione di guida è di solito più verticale. Di questo tipo ne esistono tanti modelli, soprattutto in rete, ad un prezzo che si solito sta all’interno di 20€ a coppia.

Un’altra possibilità che potremmo definire ibrida è quella rappresentata dagli specchietti Topeak Bar-n. Si montano agli estremi delle manopole attraverso una semplice chiusura a vite e non rimangono sempre operativi, ma, proprio come nelle automobili, possono essere aperti o chiusi a seconda che siamo parcheggiati oppure no.

Credit: RearViz

Infine, se non volete alcun elemento fisso sulla vostra bici, potete optare per i modelli da polso. Anche in questo caso ce ne sono tante versioni, ma il principio di funzionamento rimane identico. Si indossano come un polsino, e sul lato in alto vi è uno specchio di circa 7-10 cm di diametro che in alcuni casi si può ribaltare grazie ad un sistema a strappo. E se proprio volete puntare sulla leggerezza sappiate che esistono anche modelli “a orologio” come i RearViz, anche loro quindi da portare sul polso, dove il quadrante si apre e scopre uno specchietto minimale ma comunque efficace.

Qualunque sia la vostra scelta, sarà una scelta per la sicurezza quindi sicuramente quella giusta.

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