Può una pedalata riunire in sé una somma di significati culturali, sociali e di identità territoriale? La deduzione logica, osservando il fenomeno della Randonnée GranTanaRando, è sì.

C’è qualcosa della scampagnata, della festa errante, del gusto per la riscoperta del territorio e della vicinanza delle comunità confinanti ma anche della tenacia giocosa dello sport amatoriale in quella che l’anno scorso, in maggio, ha portato 150 appassionati di bici nelle sue varie forme a percorrere in un giorno le distanze che separano Alessandria, Alba, Asti e Cuneo.

C’è poi l’acquisizione di una consapevolezza: l’idea di rafforzare i legami di una zona geografica che vive protesa lungo il corso di questo fiume, a volte croce, a volte delizia di questi stessi luoghi, funziona.

Sono tornati infatti alla carica i cosiddetti Randonneurs, chiedendo di poter ripercorrere la ciclovia che, un giorno, vorrebbero affermata anche sulle mappe e negli itinerari turistici, già battezzata GranTanaria.

Ecco così pronti i tracciati, da sorgente a foce del Tanaro: al grido di “né forte, né piano ma lontano” i partecipanti seguiranno una traccia GPS ed un road book per andare da Alessandria ad Asti, per giungere ad Alba, fare tappa a Paroldo e terminare ad Upega.

Sempre che ci si accontenti di 200 km: per chi ha gambe e cuore esiste anche la versione ad anello, che fa ritorno ad Alessandria con check point nel municipio di Niella Tanaro, 400 km totali. Tempi tollerati per le percorrenze sono le 20 ore per l’andata e le 27 complessive per chi fa andata e ritorno.

Un’armata in bicicletta ma anche handbike, bici paraolimpiche ed elettriche, introdotte a gran richiesta: per queste ultime è stato pensato un tracciato inverso che, da Upega, terminerà ad Alessandria, in quel che è la partenza per le biciclette classiche.

Con un’assistenza tecnica offerta lungo i percorsi da due mezzi dell’organizzazione, la GranTanaRando ha quest’anno già raccolto due importanti patrocini da parte di Regione Piemonte e Comune di Asti.

È prevedibile un coinvolgimento, in termini di accoglienza e supporto, sia fisico che morale, da parte dei Comuni interessati dalla corsa, come Ceva, Ormea (punto di ritrovo dei pullman per i ciclisti che, conclusa la 200 km ad Upega, dovranno tornare ad Alessandria) e Bagnasco, oltre a quelli già citati.

Senza dimenticare anche l’edizione per i più piccoli, accompagnati dalle famiglie, la MicroTanaRando, di 4 chilometri.

Un’iniziativa divertente, per chi se la sente anche impegnativa, ma soprattutto con un valore di forte recupero di un’identità culturale e territoriale: il modo migliore per promuovere l’uso della bici e l’ottica giusta con la quale istituire una ciclovia.

 

 

 

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