Vincere a soli 22 anni la corsa a tappe più importante del mondo non è impresa facile. Egan Bernal, colombiano originario di Zipaquirà, ci è riuscito portando per la prima volta nella storia la maglia gialla in Sud America.

Un talento cresciuto ciclisticamente in Italia.

Tour de France 2019 – 106th Edition – 21th stage Rambouillet – Paris 127 km – 28/07/2019 – Egan Bernal (COL – Team INEOS) – PH Credit Peter De Voecht/PN/BettiniPhoto©2019

Voglio ringraziare l’Italia, sono cresciuto lì e mi sento un po’ italiano”. C’è anche questo tra le parole che Bernal, vincitore più giovane della storia moderna della Grande Boucle, ha detto in maglia gialla con un ottimo italiano nel suo discorso di ringraziamento sul podio di Parigi. Per due anni (2016-2017) all’Androni Giocattoli Sidermec, dimostrando il suo talento prima di approdare alla corazzata Sky (ora Ineos), ha vissuto in un appartamento di Cuorgné, in Piemonte.

Le parole di Ellena, il suo “DS italiano”

Il DS Giovanni Ellena. Uno dei primi, con Gianni Savio, a credere in Bernal

“E’ una forte emozione vedere un giovane corridore che tu hai avuto in squadra, molto promettente dal punto di vista atletico anche se ancora un po’ grezzo tecnicamente, in soli due anni essere capace di diventare uno dei vincitori del Tour de France più giovani di sempre”. Dice Ellena: “E’ una cosa impressionante quello che Egan ha fatto, per me una grandissima soddisfazione.

Un aneddoto bello da ricordare.

Tour de France 2019 – 106th Edition – 20th stage Albertville – Val Thorens 59 km – 27/07/2019 – Egan Bernal (COL – Team INEOS) – PH Credit Kei Tsuji/BettiniPhoto©2019

In uno degli allenamenti fatti con Egan sulle strade vicine a casa mia siamo andati sul Colle del Nivolet a oltre 2600 metri di quota, tra l’altro la 13a tappa del Giro d’Italia di quest’anno è arrivata appena sotto a Lago Serrù, continua Giovanni Ellena. In quell’occasione gli dissi di guardare un po’ più in la, c’è il Col de l’Iseran. Una salita mitica del Tour de France dove casualmente lui ha preso la maglia gialla proprio con un bellissimo attacco. Egan è un vero talento, un predestinato. Con lui abbiamo sempre lavorato bene. E’ un ragazzo molto attento alla tecnologia, aspetto che anche io come direttore cerco di utilizzare molto negli allenamenti e in gara, ma allo stesso tempo molto valido dal punto di vista umano.

Questione di destino.

Egan Bernal in maglia gialla – Tour de France 2019 – PH Credit Bettiniphoto

Bernal doveva essere il capitano del Team Ineos al Giro d’Italia ma un infortunio lo ha costretto a modificare i piani e portato al Tour de France. Qui, negli ultimi anni, a dominare la scena sono stati i suoi capitani Geraint Thomas e Chris Froome, quest’anno assente per in brutto infortunio patito a giugno. Ora sul gradino più al c’è lui, Egan Bernal, secondo posto per Thomas e terzo per l’olandese Steven Kruijswijk (Jumbo-Visma).